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  • Sull’intelligenza simulatoria stratificata.

    14 Settembre 2026Sull’intelligenza simulatoria stratificata.

    Photo by Landiva Weber

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    14 Settembre 2026

    S i parla spesso di scrittura in termini di stile, di voce, di temi. Si parla poco, invece, di ciò che viene prima: il modo in cui una scena esiste nella mente di chi la scrive. Eppure, osservando certi testi – soprattutto quelli corali e adulti, con molti personaggi e conflitti complessi – risulta evidente che non tutte le scene nascono allo stesso modo.

    Alcune vengono costruite.
Altre, semplicemente, sono già lì.

    Non è una differenza estetica. È una differenza strutturale.

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  • Conto io, non l’intelligenza artificiale

    8 Agosto 2026Conto io, non l'intelligenza artificiale

    Illustration by Andrea D’Angelo – All Rights Reserved

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    8 Agosto 2026

    N on so cos’ho che non va, io. Qualcosa dev’essere. Ci dev’essere qualcosa che mi spinge sempre a fare di testa mia. Non sono affatto convinto sia un pregio. Vedo luci e ombre. A 54 anni, però, ormai mi sono rassegnato e mi lascio essere.

    Quando cominciai a provarci con l’illustrazione, durante il Natale del 2021, non si riusciva ancora a prevedere quest’orizzonte totalizzante di MA – Mediocrità Artificiale, che sono anche le lettere iniziale e finale della corretta definizione di ciò che ormai innonda Internet.

    Oggi, invece, coi tempi che corrono, sembro il classico Bastian Contrario. Sempre lì a remare controcorrente.

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  • Violenza

    19 Ottobre 2025Violenza

    Photo by Pawel Czerwinski on Unsplash

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    19 Ottobre 2025

    È venuto il tempo di affrontare i demoni della mia creatività. Devo discendere questa spirale di violenza e tenebra. Anche chi non crede al cinismo di certa letteratura di genere, come me, sa che fare i conti con la realtà è sempre necessario. Ovvero la differenza la fa la prospettiva con cui si guarda alle cose.

    Del resto l’ho sempre sostenuto: è attraverso il reale che si parla di ideali, che altro non sono che sogni realizzabili. Il fantasy assurge a narrativa di qualità nel momento in cui permette di riflettere su qualcosa di concreto, che sia la “semplice” natura dell’essere umano o siano temi ancora più complessi, cioè che non riguardino il singolo, ma la collettività.

    E quindi come potrei scrivere un’intera saga che parli del (mio) ideale di società globale – del concetto universale di società ideale, diciamo – evitando di affrontare il momento in cui lo tradiamo tragicamente in ogni possibile modo? Come potrei non discutere di chi crede la soluzione sia la violenza, in qualsiasi forma essa si presenti?

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