Illustration by Andrea D’Angelo – All Rights Reserved
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12 Luglio 2025
F inalmente ho partorito il quarto capitolo. Ho fatto una gran fatica. Il periodo mi ha impedito di essere costante e, senza costanza, affrontare la prima stesura di un romanzo è davvero arduo. Inoltre ho dovuto valutare una grande quantità di aspetti della vicenda e poi prendere una lunga serie di (piccole) decisioni.
Inutile girarci attorno: m’è costato parecchio trovare la quadra. Questo IV capitolo era uno scoglio.
E adesso?
“Se va avanti così, non so se ce la faccio”, ho pensato stamani. “Sono stanco. Nessuno mi legge. La mia saga non se la fila nessuno – in realtà ho pensato ‘caga’ – e io stesso comincio a dubitare che sia un’opera significativa… Per chi? A cosa serve?”
Ricordo Imperfetto Equilibrio, però. Già. E mi dico che, teoricamente, dopo questo scoglio comincia una parte molto diversa del romanzo. Spero di non sbagliarmi, perché finora ’sto testo è faticosissimo.
Sai, esiste un limite oltre il quale senz’alcun riscontro esterno anche il più testardo e appassionato degli scrittori finisce per spegnersi. Sono vicino a quel punto. Annaspo.
Cosa fare? Be’, almeno questa risposta è facile: resisto!
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Va anche detto che il capitolo è piuttosto lungo e, cosa che ha peggiorato le mie sensazioni, ha a che fare con situazioni che detesto, ma che per forza di cosa dovevo affrontare, per amor di realismo.
Non ho mai capito la grande passione per le battaglie nei romanzi. Odio la guerra descritta con dovizia di particolari. Quel tipo di scrittura mi trasmette passione per una cosa che si dovrebbe semplicemente aborrire. Son fatto così. Evito di giudicare, ma non posso farmelo piacere. Mi spiace. Di conseguenza odio tutto ciò che gira attorno alla guerra: strategie, armi, tattiche, logistica… Se è guerra, io mi ritraggo.
Non m’interessa questo tipo di conoscenza.
Stavolta non potevo esimermi, purtroppo. Purtroppo so anche di non aver finito di “soffrire”. Questa era soltanto la prima stesura – anche se, diciamolo, era la parte più difficile: quando non mi prende ciò che devo scrivere, striscio anziché avanzare di buon passo. Solo il fatto di dovermi mettere a studiare certi dettagli mi ha terribilmente rallentato e tediato.
Amo la pace, io. Posso gestire la diplomazia come ultima carta. Se mi chiedete di trovare affascinante le dinamiche di una qualsiasi battaglia, invece, vi illudete di avere la mia attenzione.
Perché ti sei fatto questo, Andreaaa?!
Fine dello sfogo. Alla fin fine sono arrivato a un (timido) compromesso. Non potevo ovviare al “dovuto e logico” più di tanto, ma esiste sempre un modo per farsi piacere qualcosa almeno un po’.
Così, ad esempio, ho deciso di accorpare quelli che, secondo i miei piani, erano i capitoli quarto e quinto. (“Dai Andrea… stringi!”) Mi è sembrato più logico così e dividerli mi sarebbe sembrato un eccesso.
Ho immaginato il me lettore: “Un altro capitolo su ‘sta roba? Sul serio?!”
Eheheh. Ve l’ho detto: se non piace a te che scrivi, non pretendere piaccia a chi lo leggerà. Detto, fatto. Ho limitato i danni, ritengo.
La sua prima stesura conta 11.524 parole, ovvero sono 38 pagine di capitolo. Per ora è il più lungo, anche se di poco. Accadono molte cose, ma il senso logico di ciò che vi si racconta è preciso e sono soddisfatto dall’avervi incluso tutte le informazioni e gli eventi necessari a preparare gli avvenimenti successivi in una quantità di testo tutto sommato ridotta.
In seconda stesura tenterò di dare maggior spessore e carattere a certe scene. Riequilibrare ciò che non sembra affatto equilibrato, al momento. Potrei introdurre ancora qualcosa e variare qualcos’altro. Non sono soddisfatto al cento per cento, ma so che la base è ottima.
Naturalmente, ho già riletto alcune scene svariate volte. Il fatto che sia una prima stesura non impedisce che si rilegga, corregga, integri, tagli… L’importante, per me, è sempre lasciarmi alle spalle un testo che sia all’altezza dello standard minimo che una “prima stesura” deve avere – secondo i miei canoni.
Immagino che per qualcuno questo testo sarebbe già bell’e pronto. Ahahah! No, dai… Evitando il sarcasmo, per taluni potrebbe essere in uno stadio ben più avanzato di quanto io ritenga che sia.
In fondo non m’interessa: sono soltanto molto contento d’averlo finito. Credimi!
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Numeri del romanzo fino a qui.
Raggiunta quota 34.000 parole, ovvero poco più di 110 pagine di testo.
L’obiettivo resta “sotto le 400”. Vediamo se ce la faccio. Ho una quantità di idee tale che non sono affatto certo di riuscirvi. Ma, si sa, scrivendo si screma, oltre a mettere nuova carne sul fuoco.
Confido nel mio buonsenso.
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