Anno 2024. È tempo di fare il punto della situazione.

Una serie di riflessioni a macchia di leopardo sulla mia attuale situazione in qualità di scrittore di genere. E mi appresto a una nuova, decisa svolta.

Shot by Andrea D’Angelo – All Rights Reserved

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12 Novembre 2024

L a sensazione iniziale, pensando al mio 2024 di scrittura, è positiva. A fine anno mi ritrovo, comunque, ad aver pubblicato due romanzi: “Imperfetto equilibrio” e “Sideralema”. Sono bello attivo e pimpante, considerato che a fine 2022 stavo valutando di smettere di scrivere e per sei mesi, infatti, non ho scritto narrativa.

Non sono uno “scrittore fantasy”

Sguazzo nel calderone del Fantastico, io. Difatti i miei romanzi sono infarciti di influenze di svariata provenienza: fantasy e… fantascienza, horror, fantastico, realismo magico, eccetera. Non mi faccio mancare molto – anche se qualcosa sì; e dovrei rimediare.
A ogni modo, anche se lo sono, credo non si sia percepito il modo in cui io scrivo fantasy: è un genere che mi permette una certa distanza per parlare della realtà. La mia intenzione è letteraria – e mi tocca sottolinearlo ogni volta: “intenzione” non significa “pretesa”; c’è chi critica a priori e non conosce nemmeno l’italiano.

Il mio fantasy non scimmiotta nulla, si ispira a tutto e a niente.
Il mio fantasy è pedissequa affermazione della mia visione della realtà.

La saga de “I Silenzi”

Questo 22 ottobre è uscito “Sideralema”. È il terzo romanzo in una saga di sei, quarto volume di sette. È, a modo mio, il primo science-fantasy che ho scrivo. Ha radici forti ed estese nel mio fantasy, ma ramificazioni che tendono all’inifinito del multiverso.
All’interno della saga, dopo i Problemi, Sideralema rappresenta la prima Soluzione.
Ah, non ve l’ho mai detto?

La struttura della mia saga è di una semplicità che rasenta la banalità:

  • Problemi (La Rocca dei Silenzi, Il giorno dopo, La Guerra dei Venti)
  • Soluzioni (Sideralema, La Guerra dei Venti, A un passo da tutto)
  • Conseguenze (Il tempo perduto) 
Se volete, si può suddividere anche in un altro modo:
  • Passato remoto (La Rocca dei Silenzi e La Guerra dei Venti)
  • Presente (Sideralema, La Guerra dei Venti, Il tempo perduto)
  • Futuro (A un passo da tutto) 
Ma, alla fin fine, è soltanto una serie di romanzi autoconclusivi che hanno un utopico significato comune: sfogare le mie frustrazioni di essere umano alla mercè di una società globale irrealizzata e di una specie guerrafondaia, individualistica e dogmatica, nel solco dei miei tre non-credo:

    Non credo negli eserciti.
    Non credo nelle religioni.
    Non credo nelle ideologie.

    In fondo il discorso è tutto qui.

    “La Rocca dei Silenzi”, nuova versione

    Sto finendo di rileggere e, in parte, rivedere la nuova versione (quella definitiva, pietra tombale sopra e mai più rivisti! ) de La Rocca dei Silenzi. Come ho avuto più volte modo di dire, era necessario affrontare il testo a fresco, dopo il (per me) pesantissimo 2022.
Nel 2024 ho riguadagnato un equilibrio psicofisico sufficiente a permettermi di tirare alcune somme e portare avanti i progetti che mi preme terminare, come, ad esempio, I Silenzi.
La saga, però, necessita di una certa solidità narrativa, di prosa parlando. E sentivo – e sento… mi manca ancora la rilettura de “Il giorno dopo”, infatti – che un ulteriore passaggio fosse necessario. Posso confermarlo per la Rocca; sono certo si confermerà anche per i due volumi – sob… – del Tomo II.
La questione è resa ancor più necessaria dal seguente punto di questo “diario”…

    …mi sto preparando alla traduzione de “La Rocca dei Silenzi”

    Ebbene sì. Intendo sbarcare nel mercato in lingua inglese con la mia saga. È un progetto che mi dona sensazioni importanti. Mi dona entusiasmo e, di questi tempi, l’entusiasmo è tanta roba.
Il mercato italiano e i lettori italiani mi hanno dato qualche gioia e molti dolori, in trent’anni che scrivo. Non sono più il mio punto di riferimento, come dicevo in questo video nel mio canale YouTube. (Guardatelo, perché spiego meglio lì.)

    Morale, ho un sacco di lavoro da fare!

    Be’, sempre nel solco di un aspetto fondamentale: mi riservo, in qualsiasi momento, di fermarmi e non fare più nulla. Se non si vedono risultati, il tempo non si ferma. E mentre se ne va, mi riservo la libertà di decidere il da farsi giorno per giorno. Garantito. Non sarebbe nemmeno la prima volta che sparisco del tutto.

    (E, sia chiaro, siccome sono quasi l’unico che legge queste parole, lo sto dicendo a me stesso: non è una sorta di patetica minaccia verso l’esterno che non minaccia nessuno, considerato il reale disinteresse verso la mia scrittura, bensì un giusto ricordatorio per il qui scrivente. Devo avere ben in mente, sempre, che alle mie frustrazioni esiste una soluzione: smettere d’illudermi e vivere la mia vita con meno creatività, ma maggior serenità.)

    Un sorriso, Andrea

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