{"id":8830,"date":"2020-05-16T00:00:00","date_gmt":"2020-05-16T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/andangelo.com\/?p=8830"},"modified":"2026-05-25T17:44:28","modified_gmt":"2026-05-25T15:44:28","slug":"luso-delle-idee-_2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/luso-delle-idee-_2\/","title":{"rendered":"L&#8217;uso delle idee _2"},"content":{"rendered":"<p class=\"justify drop-cap\"><span style=\"font-size: 28px;\"><strong>D<\/strong><\/span>i idee parlando, e circa il <em>come<\/em> utilizzarle, la prima cosa importante che mi sovviene \u00e8 che dipende molto dal tipo di scrittore che si \u00e8. Come dico nel non-corso di scrittura intensiva dedicato alla revisione, c\u2019\u00e8 chi scrive bene se pianifica il viaggio e chi se viaggia verso l\u2019ignoto. \u00c8 una questione di personalit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Per essere onesto con voi, direi che il mio discorso si applica meglio a chi pianifica, perch\u00e9 unire molteplici idee in un\u2019unica trama e far combaciare tutto (tempi, modi, contesti, evoluzione, senso) della storia non \u00e8 cosa da improvvisazione. Gli scrittori alla <em>Stephen King<\/em> \u2013 quelli che non pianificano nulla \u2013 amano scrivere partendo da <em>una e una sola idea <\/em>per raggiungere <em>poi<\/em> la complessit\u00e0: strada facendo ne aggiungono altre. Se si scrive cos\u00ec, la revisione \u00e8 pi\u00f9 pesante da svolgere, perch\u00e9 \u00e8 necessario aggiungere al consueto lavoro la riflessione sull\u2019intreccio che chi invece pianifica ha gi\u00e0 fatto: i nodi della storia vanno risolti tutti.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">I romanzi che scrivo sono corposi, con molti protagonisti e svariate sottotrame che normalmente confluiscono. Gioco con la variet\u00e0, non mi limito in nulla e amo complicare a tal punto l\u2019ordito che il lettore \u00e8 costretto a seguirmi per capirci qualcosa \u2013 a meno che non sia capace di cogliere i dettagli disseminati lungo l\u2019intero arco della vicenda. Romanzi cos\u00ec \u00e8 assai difficile scriverli di getto, senz\u2019aver pianificato. Lo si pu\u00f2 fare, ma bisogna mettere in conto una revisione <em>durissima<\/em>, che partir\u00e0 dal \u201cmettere ordine nel caos\u201d <em>prima<\/em> di passare a lavorare il testo vero e proprio. Ovvero, la revisione <em>strutturale<\/em> sar\u00e0 la prima, obbligatoria e importantissima fase della revisione.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Perch\u00e9 non amo una simile eventualit\u00e0? In primo luogo so di non esservi tagliato. Non fa per me, non ne sono capace\u2026 mettetela come preferite. In secondo luogo, detesto le conseguenze del non aver pianificato e credo che sia normale detestarle, perch\u00e9 il mio modo di <em>raccontare <\/em>\u00e8 incompatibile. E anche se esiste il modo di sistemare la storia, gli sforzi per renderla mia sarebbero insensati \u2013 spropositati \u2013 e il risultato tutt\u2019altro che naturale.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Se il risultato non \u00e8 naturale, \u00e8 finita. Quando uno scrittore suona artificiale, \u00e8 morto. Il modo migliore per suonare artificiali \u00e8 forzarsi a scrivere in un modo che non ci \u00e8 congeniale. Il bardo che c\u2019\u00e8 in me deve raccontare rispettando se stesso e la stessa cosa dovete farla voi (questo \u00e8 il motivo principe per cui i corsi di scrittura creativa vanno evitati, <em>quasi<\/em> tutti, perlomeno durante i primi anni: per scoprire qual \u00e8 il tipo di sentiero che amate battere).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Vi faccio un esempio concreto. Se non si pianifica, spesso si \u00e8 costretti a tagliare parti \u201csbagliate\u201d e riscriverne altre (editing strutturale, per l\u2019appunto), con la conseguenza che il testo successivo \u00e8 stato scritto senza sapere di <em>quelle nuove parole <\/em>al tempo della prima stesura. \u00c8 un handicap; nel mio caso \u00e8 un <em>grosso<\/em> handicap. Come narratore gioco molto nei miei testi, rimandando a scene precedenti, e cos\u00ec scrivendo il rischio \u00e8 di collegarmi a parti che nella versione finale saltano. Correggere simili aspetti porta a una revisione francamente troppo invasiva per i miei gusti<span style=\"color: #ff0000;\">*<\/span>. Preferisco regolare il momento della prima stesura, con pochi, chiari punti e poi lasciarmi andare a briglie sciolte. (Non \u00e8 semplice trovare un equilibrio, vero, ma si impara a gestire i \u201cpaletti\u201d in modo naturale, senza che questi blocchino l\u2019estro e la fantasia. Ne riparler\u00f2 quando parler\u00f2 della prima stesura.) La mia revisione interviene solo per migliorare il <em>come<\/em>, quasi mai per rimpiazzarlo o sul <em>cosa<\/em>. Cos\u00ec io rispetto il mio estro e la genuinit\u00e0 e onest\u00e0 dei miei scritti.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"justify\"><span style=\"color: #ff0000;\">*<\/span> Chi scrive senza pianificare di solito obietta che chi pianifica ammazza l\u2019estro. La mia risposta \u00e8 che a me succede il contrario: ammazzo la mia creativit\u00e0 se non pianifico. Non amo le \u201cguerre di religione\u201d e sono per il vivi e lascia vivere. Non ho mai detto che <em>Stephen King <\/em>scriva male \u2013 <em>verba volant, scripta manent<\/em>. Ho solo detto che io non posso scrivere cos\u00ec. E considero in errore chiunque voglia imporre una verit\u00e0 soggettiva circa la superiorit\u00e0 di un approccio rispetto all\u2019altro. Scemenze miopi.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Aggiungo, e mi piace sottolinearlo, che mi sono messo in discussione anni fa: nel dubbio ho scritto un romanzo senza pianificare. Non mi piacque, il risultato mi parve risibile rispetto agli altri miei romanzi (anche volendo tralasciare le sensazioni d\u2019inadeguatezza e fatica che vissi, mentre di solito io scrivo la prima stesura di un romanzo di 500 pagine in un paio di mesi). Tirai la teoria del \u201cpianificare \u00e8 male\u201d nel cestino. Lo \u00e8 per chi non vi \u00e8 incline, e lo capisco e lo rispetto, cos\u00ec come per me \u00e8 sbagliato scrivere nell\u2019altro modo: la mia creativit\u00e0 ne esce malconcia.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Non siamo tutti uguali. Il messaggio che vorrei passarvi \u00e8 semplice: non fatevi mai dire come dovete scrivere. Mai. Mettetevi alla prova seriamente, bandite la pigrizia, abbracciate l\u2019abnegazione e traete le vostre conclusioni. Sperimentate e poi analizzate i vostri brani migliori e ripensate a come sono nati: che momento della vostra vita era, che <em>ora<\/em> era, dove vi trovavate, con che mezzi li avete scritti, qual era il vostro umore, eccetera. Siete <em>voi<\/em> che dovete sapere se vi siete impegnati, cosa vi lascia fluire e cosa vi blocca. Il modo per migliorarsi \u00e8 studiarsi, non studiare qualcun altro e copiarlo. Sembra un\u2019affermazione ovvia, eppure sembra che chi \u201cinsegna\u201d scrittura creativa spesso ignori l\u2019ovviet\u00e0.<\/p>\n<p span=\"padding-bottom: 15px;\">&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Cosa fare con le idee?<\/h4>\n<p class=\"justify\">Quanto detto \u00e8 una lunga premessa a ci\u00f2 di cui volevo parlarvi oggi: <em>come<\/em> usare le idee?<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Negli ultimi anni, lo sappiamo un po\u2019 tutti, hanno preso piede le <em>serie TV<\/em>. Anch\u2019io le amo e ho un abbonamento a Netflix da parecchio tempo, anche se sar\u00e0 un annetto che ho smesso di guardarne \u2013 ne ho viste molte, ma adesso che ho ripreso a scrivere non ho pi\u00f9 tempo.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">In ordine sparso, le mie serie preferite sono: <em>sense8<\/em>, <em>Dark Matter<\/em>, <em>The 100<\/em>,<em> Suits<\/em>,<em> Stranger Things<\/em>, <em>12 Monkeys<\/em>,<em> Black Mirror<\/em>,<em> Happy!<\/em>, <em>Dark<\/em>, <em>The Punisher<\/em>, <em>Daredevil<\/em>, <em>The Expanse<\/em>.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Perch\u00e9 mi attraggono tanto? Perch\u00e9 sono una goduria per chi ama\u2026 <em>tramare<\/em>. Ora, \u201ctramare\u201d nell\u2019accezione che gli do io <em>non esiste<\/em>. Non sono un\u2019autorit\u00e0 e non posso creare neologismi, quindi il mio \u00e8 solo un modo giocoso di usare il verbo. Pensate al suo significato come a \u201c<em>creare<\/em> una trama\u201d \u2013 \u00e8 cugino di entrambe le accezioni, perch\u00e9 \u201cordito\u201d \u00e8 sinonimo di \u201ctrama\u201d (non solo l\u2019ordito dei tessuti) e perch\u00e9 \u201cpreparare di nascosto un intrigo\u201d rende l\u2019idea di ci\u00f2 che uno scrittore fa, semplicemente non lo fa per delinquere, bens\u00ec per sorprendere il lettore. Insomma <em>questo<\/em> \u201ctramare\u201d vale solo qui, tra noi.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Sono un romanziere, se voglio definirmi con precisione. Mi piacciono i racconti, ma non amo scriverli. Ebbene, dal mio punto di vista le serie TV stanno ai film come i romanzi stanno ai racconti. Mi piacciono entrambi, ma da sempre amo uno sviluppo dall\u2019ampio respiro, storie lunghe e dettagliate, che permettano un\u2019evoluzione dei personaggi sensibile eppur priva di strappi, naturale. Ogni episodio di una serie TV \u00e8 un capitolo del \u201cromanzo\u201d. Cos\u00ec, per deformazione professionale (anche se non lo sono), le guardo e analizzo e mi piace mettermi alla prova, vedere se capisco dove gli autori andranno a parare o quali soluzioni hanno adottato. Pi\u00f9 la serie TV ha coerenza interna e la caratterizzazione dei personaggi \u00e8 curata, pi\u00f9 mi piace. Pi\u00f9 i \u201ccolpi di scena\u201d sono <em>naturale<\/em> evoluzione della storia, pi\u00f9 rispetto chi l\u2019ha scritta. Serie TV con episodi fini a se stessi di solito non mi piacciono (Black Mirror \u00e8 un\u2019eccezione, \u00e8 come una raccolta di racconti\u2026 LOL \u2013 molti dei quali eccezionali).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Perch\u00e9 vi parlo delle serie TV? Perch\u00e9 sono un ottimo modo di <em>studiare<\/em>, se guardate con occhio critico. Certo, una cosa \u00e8 una sceneggiatura, un\u2019altra un romanzo. Eppure dietro quelle immagini c\u2019\u00e8 <em>molta scrittura<\/em>, intere squadre di scrittori le creano: l\u2019esperto nei dialoghi, quello che pensa la trama o pi\u00f9 d\u2019uno per entrambi i ruoli o tutti assieme allo stesso tempo, nella stessa stanza, il consulente scientifico, quello storico e via dicendo\u2026 e chiss\u00e0 quante sessioni di \u201cbrain storming\u201d \u2013 che si fanno per far emergere <em>idee<\/em>, guarda caso. Le situazioni sono svariate. \u00c8 interessantissimo vedere come tutti assieme ottengono certi risultati (ed \u00e8 per questo che m\u2019annoia tutto ci\u00f2 che non sia almeno ottimo, proprio perch\u00e9 le serie TV sono frutto di tanti autori ed esperti: se qualcosa fa crollare la storia, mi spiace, ma non vale il mio tempo). Ci\u00f2 detto, noi siamo e restiamo scrittori, vero? Ebbene, il risultato finale di pi\u00f9 menti creative \u00e8 sempre spunto di riflessione e crescita personale come artisti.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Tutto \u00e8 interessante. Il modo in cui viene gestita l\u2019evoluzione dei personaggi in primis, se volete, \u00e8 la parte pi\u00f9 interessante; non soltanto come evolvono, ma anche cosa li fa evolvere. Quelle soluzioni sono idee, cos\u00ec come ne \u00e8 zeppo l\u2019intreccio e il modo in cui la storia viene sviluppata e cambia direzione e si ramifica: \u00e8 una meraviglia. Amo gli scrittori e la creativit\u00e0 applicata al \u201cracconto\u201d! Personalmente mi colpiscono i <em>dettagli<\/em>, tutti quei particolari che danno profondit\u00e0 a qualsiasi aspetto della storia e che per me sono un po\u2019 come la firma degli sceneggiatori. Ecco, dai dettagli si comprende l\u2019uso delle idee. Ci sono cose geniali che durano 10 secondi e non tornano mai pi\u00f9. Un po\u2019 come accade col Jack Vance di Lionesse: un\u2019idea dietro l\u2019altra, molte le usa e getta come se nulla fossero. Grande creativit\u00e0, nessuna paura di restare \u201ca secco d\u2019idee\u201d. Cos\u00ec si fa. Ed \u00e8 uno dei motivi per cui scrittori si \u00e8: non tutti sono un proliferare continuo di idee. Non tutti sono cos\u00ec connessi alla propria immaginazione.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Guardando le serie TV mi sono spesso ritrovato a pensare a interi romanzi in seguito a scene di un minuto. \u00c8 un po\u2019 una di quelle cose che mi affascina degli scrittori: l\u2019uso continuo delle idee d\u00e0 profondit\u00e0 a ogni scena; se usate a decine, senza risparmiarsi e senza tentare di fare di ognuna di loro chiss\u00e0 quale grande cosa, il risultato \u00e8 strabiliante e magico. L\u2019ambientazione, i personaggi e la vicenda stessa ne escono arricchiti. Una scrittura lussureggiante lo \u00e8 nelle idee, anche se la prosa \u00e8 semplice e diretta.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Di idee parlando, non si economizza. In narrativa la carenza di idee di un testo \u00e8 uno dei fattori principali che mi allontanano da un autore. Sono per l\u2019uso indiscriminato delle idee e per la loro proliferazione. L\u2019importante \u00e8 capire che si usano per quello che sono. Un\u2019idea pu\u00f2 diventare il dettaglio di un\u2019ambientazione in cui i protagonisti passano e non tornano mai pi\u00f9 o pu\u00f2 diventare un personaggio secondario (che magari si riprende in un romanzo successivo \u2013 quanti di voi l\u2019hanno gi\u00e0 letto?). A volte \u00e8 il cardine di un romanzo.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Le idee danno spessore e sono la vostra firma. Siete voi che inventate quelle cose e se vi risparmiate o date loro troppa importanza, finite per infastidire il lettore. un\u2019ideuzza spacciata per ideona fa quest\u2019effetto. Avete l\u2019idea principale della vostra storia, ma dovete aggiungervi altra carne, altrimenti non cucinate una grigliata per tutti i convenuti, bens\u00ec state cucinando per voi e mangerete da soli.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Dato che mi sono ripetuto molto, mi ripeto ancora. Insisto. LOL. Non limitatevi. Non tenetevi le idee: usatele. Ficcatele dappertutto. Fate s\u00ec che il lettore non sappia cosa aspettarsi a <em>ogni pagina<\/em> del vostro romanzo. Perch\u00e9 narrare \u00e8 creativit\u00e0 allo stato puro, non soltanto nell\u2019inventarsi una storia o addirittura un\u2019ambientazione (come capita nei generi fantastici), lo \u00e8 anche nell\u2019uso delle parole, nella prospettiva che date a una certa scena, nel modo in cui un personaggio si presenta la prima volta e poi in come evolve e perch\u00e9 succede, nell\u2019intreccio, nei dialoghi. Un\u2019idea pu\u00f2 essere tutto. Sta a voi lanciarvi a briglie sciolte durante la prima stesura e usare tutto ci\u00f2 che vi sovviene, se attinente. Non pensate che un\u2019idea sia solo \u201cm\u2019\u00e8 venuta un\u2019idea per il prossimo romanzo\u201d; cos\u00ec \u00e8 limitante e sterile. Noi esseri umani siamo <em>molto<\/em> pi\u00f9 immaginativi di cos\u00ec.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">In conclusione, le idee sono gli appigli grazie ai quali raggiungerete la vetta. Sono certo che ne vogliate molti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di idee parlando, e circa il come utilizzarle, la prima cosa importante che mi sovviene \u00e8 che dipende molto dal tipo di scrittore che si \u00e8. 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