{"id":4971,"date":"2021-01-22T21:31:45","date_gmt":"2021-01-22T20:31:45","guid":{"rendered":"https:\/\/s3nzanom3.com\/?p=4971"},"modified":"2026-05-25T17:35:21","modified_gmt":"2026-05-25T15:35:21","slug":"una-schietta-e-felice-digressione-sulla-mia-scrittura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/una-schietta-e-felice-digressione-sulla-mia-scrittura\/","title":{"rendered":"Una schietta e felice digressione sulla (mia) scrittura"},"content":{"rendered":"<p class=\"caption\">Photo by <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@brunocervera?utm_source=unsplash&#038;utm_medium=referral&#038;utm_content=credit\">BRUNO EMMANUELLE<\/a> on <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=credit\">Unsplash<\/a><\/p>\n<p class=\"tipo1\"><span class=\"tipo1\">\u00b7 \u2605 \u00b7<\/span><\/p>\n<p class=\"medium\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"my_date\"><span class=\"my_date\">22 Gennaio 2021<\/span><\/p>\n<p class=\"medium\"><span style=\"font-size: 200%\"><strong>130.000<\/strong><\/span> parole suddivise in 19 capitoli, per un totale di oltre 800.000 battute. 440 cartelle standard revisionate in 30 giorni esatti, a un ritmo di 4.300 parole al giorno &ndash; non le ottimali 5.000 di media, come speravo, ma ben al di sopra del minimo imposto di 3.000.<\/p>\n<p class=\"medium\">Sono soddisfatto. Finalmente mi sono tolto di dosso quel peso insopportabile che m&rsquo;impediva di affrontare l&rsquo;ultimo romanzo che scrissi prima di sprofondare.<\/p>\n<p class=\"medium\">C&rsquo;era troppo dolore personale, l&igrave;. Troppa energia bloccata, compressa in un angolo, e quando mi avvicinavo avevo il timore che implodesse. Non era la storia, era l&rsquo;aura che la circondava.<\/p>\n<p class=\"medium\">&ldquo;<em>Senzanome<\/em>&rdquo; &egrave; legato al periodo della mia vita in cui crollai. Essere riuscito a vivere il testo, oggi, significa aver superato una sindrome post-traumatica da stress legata al vissuto di quando lo scrissi. Quegli anni sono stati la mia guerra &ndash; interiore.<\/p>\n<p class=\"medium\">Mi sono rasserenato, rinfrancato e liberato.<\/p>\n<p class=\"medium\">Un passo importante.<\/p>\n<p class=\"medium\">In me qualcosa &egrave; scattato. Non soltanto ho affrontato il testo con con la dovuta abnegazione &ndash; fondamentale in scrittura. E non &egrave; nemmeno stata una &ldquo;mera&rdquo; questione di impegno mantenuto nel tempo. L&rsquo;ho fatto con gioia, divertendomi, provando un piacere che non provavo da tempo nel cesellare il mio racconto.<\/p>\n<p class=\"medium\">Cos&rsquo;&egrave; accaduto? Non lo so con precisione. Lo capir&ograve; pi&ugrave; avanti, m&rsquo;immagino, perch&eacute; la scrittura &egrave; cos&igrave;: d&agrave; segnali inequivocabili, ma per interpretarli ti ci vuole un po&rsquo; di tempo. Ne conosci il segno; non ne conosci l&rsquo;origine, n&eacute; quali conseguenze avr&agrave;, finch&eacute; il fatto non si deposita sul fondo, si raffredda e infine assetta. Soltanto allora riesci a osservarlo con distacco e l&rsquo;analisi si fa accurata.<\/p>\n<p class=\"medium\">Quanto posso dire oggi &egrave; che le mie sensazioni sono ottime.<\/p>\n<p class=\"medium\">&Egrave; strano aver vissuto con tale facilit&agrave; un processo che non pi&ugrave; di sei mesi fa m&rsquo;era impossibile affrontare. La spiegazione &egrave; custodita dal nuovo tratto del mio percorso di vita &ndash; che tra me e me chiamo scherzosamente &ldquo;<em>new wave<\/em>&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"medium\">Se mi segui da un po&rsquo; di tempo, saprai di cosa parlo. Se no, ti dico che sto parlando del mio rialzarmi con grande fatica a partire dal 2018 dopo anni di oscurit&agrave;.<\/p>\n<p class=\"medium\">L&rsquo;ho gi&agrave; scritto altrove, ma giova ripeterlo oggi: considero la fase di recupero conclusa con il 2020.<\/p>\n<p class=\"medium\">Gli scrittori sono tipi introspettivi, di solito. Non vedo come si possa scrivere se incapaci di guardarsi dentro, infatti. Ebbene, sono certo che tu lo sappia, non &egrave; cos&igrave; semplice comprendersi.<\/p>\n<p class=\"medium\">Il fatto che io sia cos&igrave; abituato a parlare attraverso la scrittura di me stesso non significa che quanto scriva sia il Verbo. La verit&agrave; &egrave; spesso pi&ugrave; semplice e nel contempo pi&ugrave; complessa di come uno se la immagina.<\/p>\n<p class=\"medium\">Allora scrivere che sono rinato, che tutto sta procedendo per il meglio &ndash; come ho scritto pi&ugrave; d&rsquo;una volta di recente &ndash;, d&agrave; morale e crea quel pizzico d&rsquo;illusione che aiuta a procedere, a non fermarsi e a superare le giornate in cui proprio ti sembra di non avere la forza di scrivere. E non &egrave; che scrivere sia dura, &egrave; la vita che &egrave; dura a tratti. Insomma, tu lo scrivi, ma dentro, nel profondo, sai che le parole non sono fatti.<\/p>\n<p class=\"medium\">I fatti hanno assai pi&ugrave; sostanza delle parole. Allora oggi guardo indietro, osservo i miei fatti recenti e mi pongo una domanda netta: &ldquo;<em>Andrea, ci sei ancora o ti stai ingannando?<\/em>&rdquo;<\/p>\n<p class=\"medium\">Scrittrice o scrittore che si rispetti non ammette menzogne. Magari non sparge la propria verit&agrave; ai quattro venti, se troppo intima. Eppure allo specchio, quando scruta i bagliori sfuggenti della propria essenza brillare a una profondit&agrave; incalcolabile, l&igrave;, nel pozzo senza fondo che uno sguardo &egrave;, si dice la verit&agrave;. Osserva quella luce e la riflette, perch&eacute; questo fa chi scrive: vede. E che quella chiarezza sia soltanto sua &egrave; sufficiente.<\/p>\n<p class=\"medium\">A volte sospetto i migliori narratori siano i pi&ugrave; abili a mimetizzarsi.<\/p>\n<p class=\"medium\">Bene, ora, a domanda si risponde.<\/p>\n<p class=\"medium\">Ecco, una revisione come quella che ho appena terminato &egrave; un fatto. Cos&igrave; come altri fatti sono stati le &rdquo;riletture integrali&rdquo; del <em>Primo Ciclo Minore<\/em> e de <em>Il giorno dopo<\/em>, perch&eacute; rileggere, annotare, sciogliere i nodi presenti non &egrave; cosa da poco, quando le pagine sono quasi duemila. A questo si aggiungono due altre prove inconfutabili: la revisione del testo esistente de <em>Il giorno dopo<\/em> &ndash; la prima met&agrave; della prima stesura &ndash; e la scrittura di quattro nuovi capitoli, quel riaffacciarmi cauto ed emozionante alla mia narrativa Fantasy. Quelle erano le mie prime nuove righe di testo dopo quindici anni!<\/p>\n<p class=\"medium\">Per come la vedo io, durante gli ultimi, strepitosi trenta giorni ho sublimato il processo di ritorno alla vita.<\/p>\n<p class=\"medium\">Di scrittura parlando, non potevo sperare in un miglior inizio per questo 2021. Andrea D&rsquo;Angelo lo scrittore c&rsquo;&egrave; ed &egrave; pi&ugrave; vivo che mai.<\/p>\n<p class=\"tit_interno\"><strong>Una revisione fredda come la morte<\/strong><\/p>\n<p class=\"medium\">Si dice che sia bene far decantare una prima stesura, prima di affrontare la sua revisione. Bisogna, cio&egrave;, affrontare i propri sforzi &ldquo;a freddo&rdquo;, per evitare che l&rsquo;attaccamento alla storia narrata (vissuta) impedisca un approccio spietato al testo.<\/p>\n<p class=\"medium\">Ebbene, passati pi&ugrave; di dieci anni dall&rsquo;ultimazione di &ldquo;Senzanome&rdquo; &ndash; da quella che al tempo credevo fosse la sua versione finale, forse perch&eacute; ormai sfinito e prossimo all&rsquo;oblio &ndash;, posso dire di essere stato &ldquo;freddo come la morte&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"medium\">Spietato, chirurgico, fastidiosamente pedante a scapito dell&rsquo;Andrea d&rsquo;allora. Nessun sadismo, soltanto un approccio giusto e sufficiente.<\/p>\n<p class=\"medium\">Spesso mi sono ritrovato a pensare: &ldquo;<em>Incredibile come, senza scrivere una sola riga in italiano, senza leggere in italiano e praticamente senza parlare italiano durante l&rsquo;ultimo decennio e pi&ugrave;, io abbia incontrato con enorme facilit&agrave; cos&igrave; tante imperfezioni e migliorie in un testo che scrissi quando la mia italianit&agrave; era assai pi&ugrave; presente e che, ritengo correttamente, consideravo fosse il miglior romanzo che avessi mai scritto.<\/em>&rdquo;<\/p>\n<p class=\"medium\">Un po&rsquo; lunghetto come pensiero. Eheheh. Va decomposto, vivisezionato e riproposto. Agli ordini!<\/p>\n<p class=\"medium\">Dovresti ormai sapere che vivo in Spagna dal 2010. Il mio quotidiano &egrave; fatto di spagnolo e inglese, mentre l&rsquo;italiano &egrave; relegato a rare videoconferenze con gli amici o ai messaggi scritti e vocali. Sono molti anni che leggo soltanto in inglese, in pratica, quando si tratta di narrativa. Cos&igrave; come sono anni che non leggo narrativa &ndash; sto riprendendo in questo 2021. &Egrave; uno dei miei obiettivi, perch&eacute; sento che mi manca <em>quel <\/em>tipo di lettura, dopo tanti anni di saggistica.<\/p>\n<p class=\"medium\">Potresti pensare che per&ograve; c&rsquo;era sempre la scrittura a sostenermi, anche se non pubblica, non manifesta.<\/p>\n<p class=\"medium\">No, non c&rsquo;era. Non ho scritto per una decina d&rsquo;anni. Dapprima ero distratto, mentivo a me stesso con insopportabile regolarit&agrave;. Poi son divenuto apatico, perch&eacute; questo accade a chi non rispetta s&eacute; stesso. Poi, quando ho ricominciato a pormi domande serie dentro di me c&rsquo;era un tale caos che non ero pi&ugrave; capace di rispondermi con la tagliente chiarezza cui mi ero abituato. E mi sono depresso. Non avevo nulla di preciso da dire. I miei pensieri avevano un sapore patetico e li osservavo con un certo sdegno, quasi che abituato al platino mi ritrovassi per le mani latta.<\/p>\n<p class=\"medium\">Che sia ammutolito, di scrittura parlando, oggi mi sembra soltanto naturale.<\/p>\n<p class=\"medium\">Cos&igrave;, nonostante una decade di nulla, d&rsquo;italiano parlando, &egrave; andata proprio cos&igrave;. Il testo m&rsquo;&egrave; parso imperfetto di un&rsquo;imperfezione eccessiva, ben sapendo che la perfezione non esiste ed &egrave; inutile ambirvi. L&rsquo;avevo creduto pronto, non lo era affatto.<\/p>\n<p class=\"medium\">Chi non nasce umile, e nella mia sofferenza io m&rsquo;ero trasformato in uno stronzo presuntuoso, assorbe e metabolizza l&rsquo;umilt&agrave; a forza di sbattere contro i propri fallimenti ancora e ancora, ripetutamente. Fino a quando non ce la fa pi&ugrave; e grida &ldquo;<em>basta!<\/em>&rdquo; ai quattro venti, anche se sa che nessuno lo sta ascoltando e che non c&rsquo;&egrave; fine. Continuer&agrave; a fallire, dacch&eacute; &egrave; fallace quanto e pi&ugrave; di tanti altri. L&rsquo;unico modo per  vivere bene &egrave; accettarsi e smetterla di alzare le braccia al cielo. L&rsquo;ha fatto per sin troppo tempo e ha i crampi alle spalle a forza di ghermire aria. Non riuscir&agrave; mai ad afferrare una rondine, figuriamoci a toccare il sole.<\/p>\n<p class=\"medium\">Non so da dove &egrave; uscita questa chiarezza, di scrittura in italiano parlando. Ho un sospetto, per&ograve;: dall&rsquo;oblio sono riemerso con un&rsquo;altra prospettiva, assai meno arzigogolata, pi&ugrave; sincera e convinta di s&eacute; stessa. Pi&ugrave; umile e, di conseguenza, assai pi&ugrave; efficace.<\/p>\n<p class=\"medium\">Ho imparato che l&rsquo;intenzione che soggiace a un&rsquo;azione &egrave; ci&ograve; che ne determina il segno, il percorso e il risultato. L&rsquo;intenzione &egrave; la spinta primigenia e l&rsquo;atto non pu&ograve; prescindervi.<\/p>\n<p class=\"medium\">Fa&rsquo; attenzione alla tua intenzione, se non vuoi farti male.<\/p>\n<p class=\"medium\">Stavolta la mia intenzione era quella di rendere fluido ci&ograve; che non lo era e di eliminare il superfluo, pur se nella volont&agrave; di lasciarne la parte che corrispondeva al bello, secondo un mio proprio canone.<\/p>\n<p class=\"medium\">Sono certo che l&rsquo;ultima rilettura a voce alta migliorer&agrave; ancora il testo. Poi sar&ograve; pronto per voltare pagina, finalmente. Saluter&ograve; le rondini e sorrider&ograve; al sole, felicemente terreno.<\/p>\n<p class=\"medium\">Non vorrei sembrare macabro, ma siamo tutti cibo per vermi. Lo sai. Meglio godersela senza star troppo l&igrave; a pretendere.<\/p>\n<p class=\"tit_interno\"><strong>Gli insegnamenti tratti, per me e per te<\/strong><\/p>\n<p class=\"medium\">Ho compreso alcune cose dell&rsquo;Andrea scrittore che fu.<\/p>\n<p class=\"medium\">Il privilegio di potermi osservare a cos&igrave; tanti anni di distanza &egrave; impagabile. Consiglierei a chiunque tre lustri di pausa, come ho vissuto io &ndash; &ldquo;<em>la pausetta<\/em>&rdquo; come la chiamo &ndash;, per ottenere una visione di sconcertante chiarezza.<\/p>\n<p class=\"medium\">I miei pregi e difetti, in qualit&agrave; di scrittore, sono emersi con impressionante nitidezza. Sono impressionato da ci&ograve; che ho visto, infatti.<\/p>\n<p class=\"medium\">Cos&igrave; come lo sono dalla facilit&agrave; con cui ho corretto il manoscritto &ndash; lungi da me credere che il risultato sia scevro da imperfezioni. Ogni sua pagina potrebbe migliorare ancora. Ci&ograve; che ricordo, per&ograve;, e l&rsquo;aver tagliato anche interi paragrafi dopo tempestose riflessioni di tre secondi.<\/p>\n<p class=\"medium\">&ldquo;<em>Uff, che barba. &lsquo;sta roba &egrave; inutile. Via!<\/em>&rdquo; mi son detto in certi frangenti. &ldquo;<em>Sto sbadigliando&hellip; Che schifezza. Quanti sono? quattro paragrafi? Ridurli a due. Anzi no, uno solo. Che due palle&hellip;<\/em>&rdquo;<\/p>\n<p class=\"medium\">Ridurre il racconto a ci&ograve; che m&rsquo;&egrave; parso essenziale e preservare il bello &egrave; stato un piacere e non una sofferenza. Questa capacit&agrave; decisionale e questa leggerezza nell&rsquo;affrontare le logiche conseguenze di ci&ograve; che vedi vengono entrambe da alcune cose specifiche, che elenco qui di seguito.<\/p>\n<p class=\"tit_internosmall\"><strong>L&rsquo;idea dirompente del tempo perso<\/strong><\/p>\n<p class=\"medium\">Come detto sono trascorsi dieci anni, durante i quali non ho scritto una riga che fosse una. Avrei potuto scrivere dieci romanzi.<\/p>\n<p class=\"medium\">Dieci romanzi. 10. DIECI.<\/p>\n<p class=\"medium\">Ho raggiunto un livello di serenit&agrave; interiore che mi permette di scriverlo senza sentirne il peso, anche quando &ldquo;urlato&rdquo;, e ne sono <em>profondamente<\/em> felice.<\/p>\n<p class=\"medium\">Il fatto resta, per&ograve;, e non avrei appreso la lezione se non facessi di tutto, ora, per rovesciare una simile dinamica autodistruttiva &ndash; ben sapendo che il modo di farlo non &egrave; stressandosi, ma volendosi bene e amando ci&ograve; che si fa.<\/p>\n<p class=\"medium\">La scrittura &egrave; amore per il raccontare o non &egrave; equilibrata.<\/p>\n<p class=\"tit_internosmall\"><strong>Il tempo che passa &egrave; una realt&agrave; <em>fisica<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"medium\">Quando si &egrave; giovani lo scorrere del tempo &egrave; una prospettiva. Qualcosa che si pensa e crede in modo affatto teorico, perch&eacute; nulla in noi ci avverte di quanto peso abbia per davvero.<\/p>\n<p class=\"medium\">Invero, poco a poco il tempo ti schiaccia. Letteralmente. Non &egrave; un caso che i vecchietti si accorcino &ndash; s&igrave;, potremmo parlare di gravit&agrave;, ma quando stavi crescendo non ti schiacciava a tal punto, vero? Anzi, ti allungavi.<\/p>\n<p class=\"medium\">Pochi giorni or sono ho compiuto 49 anni. Ovvero sono trascorsi vent&rsquo;anni esatti da quando firmai il mio primo contratto editoriale con l&rsquo;<em>Editrice Nord<\/em>. Ero giovane, avevo tanto tempo dinanzi a me.<\/p>\n<p class=\"medium\">Vent&rsquo;anni sono una vita intera. C&rsquo;&egrave; chi, ahinoi, &egrave; morto ben prima dei compierli.<\/p>\n<p class=\"medium\">Insomma, anzitutto devo smetterla di parlarne come se fosse ieri. Poi, &egrave; il caso di non mentirsi sul tempo: non ha alcuna intenzione di fermarsi. Nel mio caso &egrave; d&rsquo;uopo &ndash; come diceva mio nonno! &ndash; riprendere il cammino con tutt&rsquo;altro piglio, perch&eacute; la prima volta molte cose non hanno funzionato e una parte consistente degli intoppi furono mia responsabilit&agrave;.<\/p>\n<p class=\"medium\">Come diceva qualcuno pi&ugrave; importante di me, <em>testa bassa e pedalare!<\/em><\/p>\n<p class=\"tit_internosmall\"><strong>Un anno di scrittura in inglese<\/strong><\/p>\n<p class=\"medium\">La cosa mi ha donato una maggior capacit&agrave; di sintesi e una visione di ci&ograve; che significa &ldquo;essenziale&rdquo;, in scrittura.<\/p>\n<p class=\"medium\">La narrativa &egrave; un&rsquo;altra cosa &ndash; rispetto ad articoli divulgativi o digressioni tipo questa. Raccontare una storia permette e a mio avviso <em>pretende<\/em> maggior bellezza, ma non deve prescindere da una grande dose d&rsquo;essenzialit&agrave; essa stessa.<\/p>\n<p class=\"tit_internosmall\"><strong>Sempre teso all&rsquo;apprendimento<\/strong><\/p>\n<p class=\"medium\">A quanto detto nel punto precedente, aggiungo che ho appreso qualcosa di pi&ugrave; sul ritmo e sulle dinamiche del racconto grazie all&rsquo;impegno nella saggistica durante tutto il 2020.<\/p>\n<p class=\"medium\">Eppure ero gi&agrave; abbastanza esperto in materia. Vero? S&igrave;.<\/p>\n<p class=\"medium\">Non importa quanto tu sia esperto, per&ograve;: non si finisce mai d&rsquo;imparare e scusate la banalit&agrave;. L&rsquo;atteggiamento corretto &egrave; non pensare mai di essere esperti, a mio avviso, e mettersi in gioco in modi sempre nuovi. Aiuta a vivere appieno e al meglio il proprio potenziale.<\/p>\n<p class=\"medium\">All&rsquo;inizio del 2021, grazie al 2020, sono uno scrittore migliore, pi&ugrave; completo e flessibile.<\/p>\n<p class=\"medium\">Ad esempio, non &egrave; un caso che io abbia involontariamente introdotto una nuova tecnica nel mio modo di affrontare la revisione. Di tanto in tanto ho cominciato a sussurrare il testo, sebbene non si trattasse dell&rsquo;ultima rilettura a voce alta.<\/p>\n<p class=\"medium\">L&rsquo;ho fatto soltanto in certi momenti, quando <em>sentivo<\/em> che era importante ascoltare. Ad esempio dopo essermi soffermato per mezz&rsquo;ora su un singolo paragrafo e ancora non mi convinceva.<\/p>\n<p class=\"medium\">La voce non &egrave; soltanto <em>ritmo<\/em>, &egrave; anche <em>melodia<\/em> e in parte <em>armonia<\/em>. Senti cosa stai raccontando e se lo racconti bene. Senti, leggendo il paragrafo incriminato assieme al precedente e al successivo, se quanto hai scritto &egrave; armonico. Lo senti.<\/p>\n<p class=\"tit_internosmall\"><strong>La perfezione non esiste<\/strong><\/p>\n<p class=\"medium\">Okay; lo so io, lo sai tu. Eppure scrivere nel solco di questa semplice, ma profonda verit&agrave; &egrave; tutt&rsquo;altro che un&rsquo;ovviet&agrave;. Anche perch&eacute; deve diventare parte di te, non qualcosa a cui ti devi forzare di continuo e che, se non ci pensi, te ne dimentichi.<\/p>\n<p class=\"medium\">La differenza che corre tra diventare consapevole della propria imperfezione e forzarsi ad accettarla di continuo &egrave; un abisso in cui molti sono precipitati, per non tornare mai pi&ugrave;.<\/p>\n<p class=\"tit_internosmall\"><strong>Sei limitato<\/strong><\/p>\n<p class=\"medium\">Certe cose proprio non riesci a farle. Non importa quanto impegno tu profonda, non importa da quanto tempo provi a migliorarti, esistono sempre aspetti della scrittura che non riesci a dominare.<\/p>\n<p class=\"medium\">Sarei un genio se li dominassi tutti. Non &egrave; un caso che un punto di vista esterno sia fondamentale, in scrittura. Eppure, sicuramente grazie all&rsquo;estremo distacco che mi accompagnava, ho scorto alcune cosette che m&rsquo;hanno fatto storcere il naso.<\/p>\n<p class=\"medium\">Sono automatismi di scrittura, cose che si fanno perch&eacute; &egrave; cos&igrave; che parliamo. &Egrave; il nostro modo di essere, prima ancora che di scrivere. Tuttavia nel racconto non vanno bene. Spesso allungano, quasi sempre sono superflue. Parlano di te, ma la lettrice non merita di sorbirsele: &egrave; l&igrave; per la storia, non per te.<\/p>\n<p class=\"medium\">Per contro ho finalmente compreso a cosa serve (a me) avere un documento di &ldquo;note generali&rdquo; relative al romanzo. Vi ho scritto una lista di cosette da ricontrollare in <em>tutto il testo<\/em> col comando &ldquo;cerca&rdquo;, valutando caso per caso per poi toglierle di mezzo l&agrave; dove sar&agrave; opportuno farlo.<\/p>\n<p class=\"medium\">Ad esempio ho annotato &ldquo;riuscire a&rdquo;. Mentre rivedevo il testo mi sono imbattuto in un &ldquo;<em>Riusc&igrave; a reagire d&rsquo;istinto<\/em>&rdquo;. Come l&rsquo;ho visto, l&rsquo;ho corretto in &ldquo;<em>Reag&igrave; d&rsquo;istinto<\/em>&rdquo;, perch&eacute; &egrave; sintetico, diretto, dice al lettore quanto deve sapere. Com&rsquo;era prima sarebbe pleonastico, poco elegante e allungherebbe.<\/p>\n<p class=\"medium\">Se, come io credo e pretendo dalla mia scrittura, un romanzo deve assurgere alla bellezza, allora &egrave; il caso di risparmiare tempo e spazio ove pi&ugrave; parole sono il troppo che stroppiano.<\/p>\n<p class=\"medium\">Nella narrativa il bello si esalta se &egrave; circondato dall&rsquo;essenziale.<\/p>\n<p class=\"medium\">Credo l&rsquo;esempio dica molto, se non tutto. Ancora una volta, l&rsquo;aspetto importante della questione non &egrave; eliminare questi vizi e vezzi che strozzano la sintesi e strizzano l&rsquo;occhio agli arzigogoli &ndash; ridondanza voluta e deliziosa: &ldquo;<em>Zii te ztezzo!<\/em>&rdquo;<\/p>\n<p class=\"medium\">L&rsquo;importante &egrave; conoscere i propri limiti e trovare un metodo per ovviarvi.<\/p>\n<p class=\"medium\">A cosa serve la revisione, se non a smussare i propri spigoli, lenire il dolore e cicattrizzare le ferite che la nostra deliziosa imperfezione causa quando ci esprimiamo in modo libero e feroce?<\/p>\n<p class=\"medium\">A molti non piace la revisione, lo so. Forse dipende dal fatto che &egrave; quel momento del processo creativo in cui ti ritrovi faccia a faccia con la tua capacit&agrave; di metterti in discussione per ovviare alle tue &ldquo;malefatte&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"medium\">Sorrisetto beffardo.<\/p>\n<p class=\"medium\">In una societ&agrave; individualista, in cui la superficialit&agrave; ha conquistato sin troppi spazi &ndash; &ldquo;<em>Chiunque pu&ograve; diventare uno scrittore!<\/em>&rdquo; &ndash;, immagino che l&rsquo;esercizio dell&rsquo;umilt&agrave; sia chiedere l&rsquo;impossibile sin troppo spesso.<\/p>\n<p class=\"medium\">In fondo so scrivere! &Egrave; soltanto una storia. La si scrive, al massimo la rileggi un po&rsquo;, s&rsquo;impacchetta e spedisce. E se non te la pubblicano &egrave; perch&eacute; sono stronzi oppure perch&eacute; se non sei in qualche modo ammanigliato e non hai un cugino nell&rsquo;editoria non puoi farcela. Funziona tutto cos&igrave; in Italia!<\/p>\n<p class=\"medium\">Sar&agrave; che sono proprio limitato, s&igrave;.<\/p>\n<p class=\"medium\">Prima di firmare il mio primo contratto con l&rsquo;<em>Editrice Nord<\/em> scrissi <em>ogni giorno<\/em> per oltre nove anni. &ldquo;<em>Senzanome<\/em>&rdquo;, quand&rsquo;ero gi&agrave; abbastanza esperto, lo scrissi in cinque, soffertissimi anni. Prima di quest&rsquo;ultima revisione, lo corressi non so nemmeno io quante volte &ndash; nell&rsquo;ordine delle decine.<\/p>\n<p class=\"medium\">Sono umile? Non lo so e sono piuttosto certo che in certi momenti io brilli di presunzione propria &ndash; se mi permettete il gioco di parole. Quindi se sono umile, direi che ho ancora ampi margini di miglioramento.<\/p>\n<p class=\"medium\">Quello di cui sono certo, invece, &egrave; che sono limitato.<\/p>\n<p class=\"tit_interno\"><strong>Sotto con la seconda parte!<\/strong><\/p>\n<p class=\"medium\">La seconda parte consta di 91.000 parole suddivise in 16 capitoli, per un totale di oltre 570.000 battute. 315 cartelle standard, da revisionare a una media di  5.000 parole al giorno per rispettare la <em>deadline<\/em> del 9 febbraio.<\/p>\n<p class=\"medium\">A presto!<\/p>\n<p class=\"medium\">&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho concluso la prima parte della revisione finale di \u201cSenzanome\u201d. 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