{"id":2419,"date":"2019-12-09T07:00:02","date_gmt":"2019-12-09T06:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/s3nzanom3.com\/?p=2419"},"modified":"2026-05-25T17:23:45","modified_gmt":"2026-05-25T15:23:45","slug":"dialoghi-e-verosimiglianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/dialoghi-e-verosimiglianza\/","title":{"rendered":"Dialoghi e verosimiglianza"},"content":{"rendered":"<p class=\"justify drop-cap\"><span style=\"font-size: 28px;\"><strong>\u201cS<\/strong><\/span>aper scrivere\u201d \u00e8 un concetto che ingenera molta confusione e che, detto cos\u00ec, non significa nulla. Molti ancora credono che essere laureati sia imprescindible, come se esserlo in matematica aiuti in qualche modo a sfornare romanzi con la prolificit\u00e0 di Stephen King e la qualit\u00e0 di Gabriel Garc\u00eda Marquez (ma anche esserlo in Lettere, pur se pi\u00f9 appropriato, non \u00e8 sufficiente a rendere qualcuno uno scrittore\u2026). Molti credono di <em>saper scrivere <\/em>soltanto perch\u00e9 hanno scritto una tesi. Altri che se si \u00e8 capaci di redigere un manuale tecnico, si \u00e8 pronti per scrivere prosa o poesia. Un atteggiamento normale, anzich\u00e9 superficiale, vorrebbe che pensassero di saper scrivere rispettivamente una tesi e un manuale tecnico. Eppure\u2026<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Un giorno un collega informatico mi disse: \u00abScrivere un romanzo \u00e8 facile. Basta conoscere la grammatica e avere un po\u2019 di fantasia. Se mi ci metto, ne scrivo uno in un paio di mesi.\u00bb<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Lo fissai negli occhi e gli chiesi sornione: \u00abConosci bene la grammatica?\u00bb<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00abCerto!\u00bb mi rispose quasi indignato.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00abDiciamo che ti credo\u00bb, replicai e la frase non gli piacque. \u00abAllora adesso raccontami una storia. Non raccontarmi la fiaba di <em>Cappuccetto Rosso<\/em>, anche se sarebbe un inizio raccontarmela bene. Inventatene una di sana pianta.\u00bb<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Mi fiss\u00f2 come se fossi pazzo, ma ero serissimo, sicch\u00e9 obiett\u00f2: \u00abMa cos\u00ec non si pu\u00f2\u2026 Eppoi cosa c\u2019entra raccontare a voce?\u00bb<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00abE la fantasia dove la metti?\u00bb<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00abBe\u2019, ma non \u00e8 cos\u00ec che funziona\u2026\u00bb Sguardo dubbioso, espressione un po\u2019 persa.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00abSe hai fantasia, la porti sempre con te\u00bb, conclusi.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00abAh, perch\u00e9 tu allora sai inventarti una storia a voce, adesso?\u00bb<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00abScegli tu l\u2019argomento\u00bb, gli risposi.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Se ne usc\u00ec con una cosa assurda, giocando sporco, perch\u00e9 si sent\u00ec messo in un angolo. Ci\u00f2 nonostante cominciai a raccontare, ma mi fermai quando fu evidente che potessi continuare a lungo. Lo guardai e gli dissi: \u00abSai cos\u2019\u00e8? Hai ragione, quello che ho appena fatto non significa saper scrivere un romanzo. Tu per\u00f2, credimi, non sai una mazza di cosa significa scrivere narrativa.\u00bb<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00abTu s\u00ec?\u00bb<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Gli sorrisi. Poi comprese d\u2019aver sbagliato persona per parlare dell\u2019argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-family: Cambria,Georgia,serif;\">~ \u221e ~<\/p>\n<p class=\"justify\">Saper scrivere non significa saper narrare, cos\u00ec come saper narrare non significa necessariamente saper raccontare a voce. Una delle cose che sottolineano questo <em>dato di fatto<\/em> sono i dialoghi. Non ne troverete mai uno in un manuale tecnico o in un saggio, a meno che i dialoghi non siano il tema affrontato (e di solito si analizzano dialoghi altrui). I dialoghi sono il primo banco di prova per chi crede che sia facile \u201cscrivere narrativa\u201d.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ho un\u2019inclinazione naturale per i dialoghi. Amo scriverli, mi sorprendono, li vivo in prima persona e spesso sono le parti migliori dei miei romanzi (motivo per il quale penso che prima o poi prover\u00f2 a scrivere una sceneggiatura, senza la presunzione di saperlo fare: dovr\u00f2 imprare molte cose). Questa mia capacit\u00e0 agli inizi era inconsapevole, ma \u00e8 da quando ho cominciato a ragionarci che mi sorprende. \u00c8 uno degli aspetti della scrittura che fa riflettere. Sento sempre che qualcosa mi sfugge, che racchiudono in s\u00e9 un segreto che non si pu\u00f2 analizzare del tutto.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Mi sono spesso interrogato sul come faccia uno scrittore a vivere un dialogo tra pi\u00f9 personaggi in tempo reale o quasi, passando da uno all\u2019altro cambiando prospettiva di continuo e mettendosi nei panni di pi\u00f9 personaggi allo stesso tempo in un batti e ribatti caleidoscopico, quasi che la schizofrenia fosse una capacit\u00e0, pi\u00f9 che una patologia. Non so come faccio, ma so che lo faccio e <em>non \u00e8<\/em> una cosa che si possa insegnare. Nonostante il mistero che avvolge l\u2019argomento, per\u00f2, vi sono alcuni aspetti fondamentali affinch\u00e9 un dialogo abbia un valore e risuoni nel lettore.<\/p>\n<p class=\"justify indent\"><em>\u00c8 tutta una questione di verosimiglianza.<\/em><\/p>\n<p class=\"justify indent\">I problemi con i dialoghi sono sempre gli stessi: suonano artefatti, non fluiscono, risultano artificiali o stupidi o poco credibili per tono, propriet\u00e0 di linguaggio e variet\u00e0 della parlata \u2013 anche se quest\u2019ultimo aspetto ha meno importanza di quanto si pensi.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Mai come nel caso dei dialoghi <em>meno \u00e8 di pi\u00f9<\/em>. Per spiegarvelo niente di meglio che uno dei miei dialoghi \u2013 che presuntuoso!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000; font-size: 150%;\"><strong>\u201c<\/strong><\/span> <span style=\"color: #006699;\">\u00abDove sono?\u00bb Una voce cristallina provenne dal buio.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abPorca puttana&#8230;\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abHo capito. Li hai persi.\u00bb Cristallina e calma.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abPorca puttana!\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abDovevi svoltare a destra.\u00bb Sfrigolando, una fiammella illumin\u00f2 un uomo alto, che indossava un elegante completo scuro sotto a un impermeabile grigio fum\u00e9, ora sbottonato. Questi prese a guardarsi all\u2019intorno, fendendo l\u2019aria col lungo naso appuntito.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abCazzo!\u00bb Un secondo uomo, basso e tozzo, stava immobile con le mani sui fianchi. Dava la schiena all\u2019altro.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">Il fiammifero si spense.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abDove siamo?\u00bb chiese la voce calma.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abNon lo so!\u00bb ringhi\u00f2 l\u2019altra.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abIn una fogna, a giudicare dal puzzo.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abTorniamo indietro.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abTorniamo a casa.\u00bb<\/span> <span style=\"color: #000; font-size: 150%;\"><strong>\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"justify\">Questo dialogo apre il mio ultimo romanzo. Ancora non si sa chi sono i personaggi \u2013 infatti non ci sono nomi propri. \u00c8 l\u2019esempio perfetto per dimostrarvi che \u00e8 <em>molto<\/em> importante il \u201cmeno\u201d nei dialoghi: meno parti indirette, meno verbi che non aggiungono nulla. \u00c8 necessario considerare un ritmo complessivo e non bastano le frasi dirette dei personaggi \u2013 di cui vi parler\u00f2 dopo, perch\u00e9 prima mi preme \u201cmostrarvi\u201d l\u2019insieme.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ora, pensate a un film: quando due personaggi parlano tra loro, voi ascoltate le loro battute senz\u2019alcuna interruzione, vero? S\u00ec, certo, c\u2019\u00e8 l\u2019ambientazione, a volte la musica che crea una certa atmosfera, ma la vostra attenzione va tutta alle parole e all\u2019espressione dei loro volti, alle loro reazioni. Ebbene, uno scrittore che infarcisce di \u201cdisse\u201d, \u201crispose\u201d o peggio ancora di \u201casser\u00ec\u201d, \u201cbofonchi\u00f2\u201d, \u201cberci\u00f2\u201d e altri verbi ricercati non fa altro che sviare il lettore da ci\u00f2 che veramente conta: <em>quello che si stanno dicendo i personaggi<\/em>. E lo fa anche lo scrittore che abusa della parte indiretta all\u2019interno del dialogo stesso, strozzandone il ritmo, dilatando ci\u00f2 che invece dovrebbe essere succinto.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Perch\u00e9 pensate che le sceneggiature descrivono inizialmente la \u201clocation\u201d (o nemmeno quello) e poi sono quasi esclusivamente battute di dialogo, col nome di chi pronuncia ognuna di esse all\u2019inizio? Be\u2019, perch\u00e9 tutto il resto non conta.<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-family: Cambria,Georgia,serif;\">~ \u221e ~<\/p>\n<p class=\"justify\">Veniamo al mio dialogo.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Contandole, le battute dirette sono undici. Quanti verbi ho utilizzato? Due. Un \u201cchiese\u201d e un \u201cringhi\u00f2\u201d. Ovvero le battute si susseguono rapide.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Vi \u00e8 un unico punto in cui mi dilungo nell\u2019indiretto ed \u00e8 quando descrivo in modo sommario i due personaggi. L\u2019importante, in questo caso specifico, \u00e8 infilare tali descrizioni con una certa sensibilit\u00e0 letteraria, cio\u00e8 quando il dialogo non viene spezzato.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Uno dei due personaggi commenta \u201c<em>Dovevi svoltare a destra<\/em>\u201d e l\u2019altro non ha nulla da rispondere. Non risponde, infatti, e la battuta successiva \u00e8 una parolaccia. Poi il batti e ribatti riprende e di nuovo le parti indirette quasi svaniscono.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Sentite il ritmo? Rapido, una pausa descrittiva, di nuovo rapido.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Per i dialoghi diretti \u00e8 fondamentale saper gestire l\u2019indiretto, dosarlo e dire ci\u00f2 che conta nei momenti opportuni.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00c8 evidente che uno scritto cos\u00ec si raggiunge con la revisione ed \u00e8 assai raro che l\u2019equilibrio \u201cperfetto\u201d emerga dalla una prima stesura (accade, ma \u00e8 raro). Di una cosa per\u00f2 dovete essere avvertiti circa i dialoghi: la revisione deve focalizzarsi <em>molto <\/em>sulle parti indirette e <em>il meno possibile<\/em> su quelle dirette.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"justify\">Durante la prima stesura dovete focalizzarvi sulle battute dirette, invece. Pi\u00f9 <em>sentite<\/em> il dialogo dentro di voi, pi\u00f9 verosimile sar\u00e0. E per <em>verosimiglianza<\/em> s\u2019intendono molte cose.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ricordo una discussione che ebbi ai tempi della mia parentesi come autore pubblicato. Qualcuno aveva criticato un dialogo all\u2019interno di un mio romanzo. Il lettore (aspirante scrittore) tacciava d\u2019incoerenza il fatto che un personaggio dicesse alcune cose che pi\u00f9 avanti si dimostravano sbagliate. La mia risposta fu una domanda tranciante: tu dici sempre e solo cose esatte? Non la prese bene e mi disse che mi stavo arrampicando sugli specchi.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Eppure \u00e8 proprio questo che si deve capire dei dialoghi: affinch\u00e9 siano verosimili, i personaggi devono essere <em>veri<\/em> e per risultare tali si sbagliano, mentono, a volte si esprimono male, si confondono e non parlano come se fossero un libro scritto, a meno che il personaggio stesso non sia dotto o possegga un naturale inclinazione al linguaggio.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Tutto ci\u00f2 non deve spaesare il lettore e se accade allora lo scrittore ha fallito. Altra cosa \u00e8 che <em>i personaggi<\/em> siano confusi. Il punto \u00e8 che ognuno di noi parla a modo suo e la lingua parlata non \u00e8 quella scritta, lo sappiamo. I termini usati devono accordarsi al personaggio. C\u2019\u00e8 chi \u00e8 volgare, c\u2019\u00e8 chi per nulla. C\u2019\u00e8 chi usa i congiuntivi parlando e chi non conosce altro tempo che l\u2019indicativo (alla Mike Bongiorno, LOL!). Un dialogo vive di malintesi, di botta e risposta, di pause di riflessione, di accellerazioni e di confusione, di personaggi che interrompono, di domande mal formulate, di risposte incomprensibili a cui deve corrispondere la giusta reazione, dell\u2019umore dei personaggi, delle loro credenze, di leggende metropolitane, d\u2019informazioni approssimative e di sapienza, di saggezza e di stupidit\u00e0. I dialoghi sono la parte <em>viva<\/em> della narrativa e non possono limitarsi al compitino del bravo scrittore che ha studiato la teoria.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">I dialoghi sono stronzi. Non rispettano il lettore, devono rispettare solo e soltanto la natura dei personaggi. Comparando, in un racconto <em>il narratore<\/em> pu\u00f2 permettersi qualsiasi registro e di solito ammicca al lettore, mentre il dialogo \u00e8 anarchico, non pu\u00f2 essere comandato. Tutt\u2019al pi\u00f9 il narratore tenta di mettere un po\u2019 d\u2019ordine.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Il modo migliore per dimostrarvi ci\u00f2 di cui parlo \u00e8 invitarvi a leggere un\u2019ulteriore dialogo del mio ultimo romanzo, con cui concludo quest\u2019email. Non c\u2019\u00e8 tutto quello che vi ho detto, ma contiene alcuni elementi anarchici. Giudicate voi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Inquadriamo il brano. Oliver (il punto di vista) \u00e8 un ragazzino che soffre una leggera forma d\u2019autismo e che ama dipingere. Il \u201cdottor Zanchi\u201d \u00e8 un anziano gallerista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000; font-size: 150%;\"><strong>\u201c<\/strong><\/span> <span style=\"color: #006699;\">\u00abBuongiorno dottor Zanchi\u00bb, disse alla cornetta.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">Nei secondi di silenzio che intercorsero tra quel saluto di presentazione e la risposta, Oliver consider\u00f2 che suonava folle chiamare \u201cdottor Zanchi\u201d la cornetta del telefono.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abOliver?\u00bb Il gallerista suon\u00f2 sorpreso. \u00abDimmi, giovanotto. Sono tutt\u2019orecchi.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abTutt\u2019orecchi?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abNon in senso letterale, Oliver. Si dice cos\u00ec per dire che si \u00e8 pronti per ascoltare con attenzione\u00bb, gli spieg\u00f2 il dottor Zanchi. Anche lui parlava troppo per i suoi gusti, ma perlomeno aveva il senso della misura e dava l\u2019impressione di sapere bene cosa stesse dicendo.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abVorrei acquistare una tela di due metri per sei. Come faccio?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abDue metri per sei?\u00bb esclam\u00f2 il gallerista. Poi si zitt\u00ec, cosa che a Oliver parve naturale e perfino confortante. \u00abPer il ritratto di tua madre?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abNo.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abE per cosa?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abPer aspettare\u00bb, sintetizz\u00f2. Era un concetto chiaro.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abAspettare cosa?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abIl momento giusto.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">Il dottor Zanchi non obiett\u00f2. \u00abTe la procuro io, Oliver.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">Ringrazi\u00f2 e si concentr\u00f2 sulla seconda richiesta. \u00abVorrei acquistare una tela circolare, del diametro di due metri.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abOliver\u2026 Non volevi una tela da due metri per sei?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abS\u00ec.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abNe vuoi un\u2019altra, dunque?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abCircolare, del diametro di due metri.\u00bb Sintetico, chiaro.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abTele circolari non se ne trovano, Oliver. \u00c8 il pittore che disegna un cerchio e non esce dai suoi confini.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abAllora taglier\u00f2 una tela quadrata con i lati di due metri\u00bb, rispose. Il gallerista non ebbe da ridire nemmeno questa volta, sicch\u00e9 lui pass\u00f2 alla terza richiesta. \u00abVorrei una tela di quattro metri per tre.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abDi nuovo?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abNo.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abNo?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abVorrei una tela di quattro metri per tre\u00bb, si ripet\u00e9. Sintetico, chiaro.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abVa bene, Oliver. Ti procuro io anche questa, ma non potresti dirmi tutto quello che ti serve in una volta sola?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abHo finito.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abAh, bene. E quest\u2019ultima tela e quella circolare a cosa ti servono?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abAd aspettare.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abMmm\u2026 Vuoi aspettare molto.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abS\u00ec\u00bb, conferm\u00f2, sentendosi sempre pi\u00f9 strano a dire tutte quelle cose alla cornetta. Del resto era la telefonata pi\u00f9 lunga della sua vita. \u00abDevo aspettare tre, quattro giorni\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abTre giorni!\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abTre, quattro giorni\u00bb, precis\u00f2.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abQuattro giorni?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abTre, quattro\u2013\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abHo capito, Oliver! Ma&#8230; tre, quattro giorni?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">Il dottor Zanchi gli parve sconcertato. \u00abMi dispiace, \u00e8 necessario.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00ab&#8230;\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abGrazie, dottor Zanchi.\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abPrego&#8230;\u00bb Il tono del gallerista suon\u00f2 distante, come se fosse impegnato e lui non avesse pi\u00f9 tutta la sua attenzione. Insomma, non era pi\u00f9 tutt\u2019orecchi, ma anche qualcos\u2019altro.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color: #006699;\">\u00abScusi il disturbo\u00bb, disse, perch\u00e9 gli sembr\u00f2 appropriato. \u00abBuona giornata.\u00bb<\/span> <span style=\"color: #000; font-size: 150%;\"><strong>\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSaper scrivere\u201d \u00e8 un concetto che ingenera molta confusione e che, detto cos\u00ec, non significa nulla. Molti ancora credono che essere laureati sia imprescindible, come se esserlo in matematica aiuti in qualche modo a sfornare &#8230; <a title=\"Dialoghi e verosimiglianza\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/andangelo.com\/it\/dialoghi-e-verosimiglianza\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Dialoghi e verosimiglianza\">Leggi&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2476,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"iawp_total_views":0,"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[],"class_list":["post-2419","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-punto-e-a-capo","infinite-scroll-item"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2419"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2419\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4275,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2419\/revisions\/4275"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2476"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}