{"id":2417,"date":"2019-12-08T07:00:24","date_gmt":"2019-12-08T06:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/s3nzanom3.com\/?p=2417"},"modified":"2026-05-25T17:23:38","modified_gmt":"2026-05-25T15:23:38","slug":"incipit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/incipit\/","title":{"rendered":"Incipit"},"content":{"rendered":"<p class=\"justify drop-cap\"><span style=\"font-size: 28px;\"><strong>S<\/strong><\/span>e cercate nei vocabolari della lingua italiana il termine &ldquo;incipit&rdquo; troverete varie versioni di quanto segue: <em>le parole iniziali di un testo<\/em> (oltre alle altre accezioni). Ovvero i vocabolari non vi chiariranno un bel nulla. Di contro i corsi di scrittura creativa in genere gli attribuiranno pi&ugrave; importanza di quella che ha.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Capiamoci: l&rsquo;<em>incipit<\/em> &egrave; importante, ma &egrave; necessario affrontarlo con equilibrio perch&eacute; vi aiuti a catturare un lettore. In un romanzo <em>tutto<\/em> &egrave; importante e considerare qualcosa &ldquo;pi&ugrave; importante&rdquo; &egrave; approssimarsi pericolosamente a una logica commerciale.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Per parlarvene vi propongo un gioco letterario.<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-family: Cambria,Georgia,serif;\">~ \u221e ~<\/p>\n<p class=\"justify\">Esistono differenti approcci a una storia e sono conseguenza della storia stessa, dello stile adottato, del tono scelto, del punto di vista e <em>anche<\/em> della personalit&agrave; dell&rsquo;autore. Un incipit &egrave; ovviamente influenzato dal <em>quando<\/em> e dal <em>dove<\/em>. Dico una banalit&agrave; scrivendo che un conto &egrave; cominciare dall&rsquo;inizio della vicenda, un conto &egrave; cominciare <em>in media res<\/em>, un conto dalla fine. Ci&ograve; detto, la maggior parte degli scrittori attacca in modo istintivo. Riflettere su come cominciare e come narrare la storia che si ha in mente non &egrave; studiare a priori le parole stesse dell&rsquo;incipit, infatti. Non funziona cos&igrave;, anche se troppo spesso si tenta d&rsquo;inscatolare la creativit&agrave; (&ldquo;scrittura <em>creativa<\/em>&rdquo;, ricordate?).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ebbene, contesto con tutto me stesso quest&rsquo;impostazione. La tendenza a riempire di processi <em>mentali<\/em> ci&ograve; che invece deve essere un atto genuino e libero &ndash; la <em>prima stesura <\/em>&ndash; &egrave; il primo, grosso problema che ho con i corsi di scrittura creativa. La mente stronca l&rsquo;estro, gli taglia le gambe, gli tarpa le ali, lo soffoca, lo annichilisce&hellip; Mi sono spiegato?<\/p>\n<p class=\"justify indent\">S&igrave;, anche io ho costruit metodica attorno alla mia scrittura e sono uno scrittore molto organizzato e un pianificatore. Ma ho <em>sempre<\/em> considerato la prima stesura <em>sacra<\/em> e intoccabile, impossibile da irregimentare se non castrandola a tal punto da renderla un mero esercizio di stile, cosa che non ha nulla a che fare con la <em>letteratura<\/em> (e ho creato il metodo tenendolo bene a mente). L&rsquo;incipit &egrave; il primo mattone che sancisce la superiorit&agrave; della libert&agrave; creativa rispetto a <em>tutto il resto<\/em>. Ideazione, revisione, rilettura, riscrittura&hellip; son tutti aspetti soggiacenti il tempo della scrittura vero e proprio, che &egrave; la prima stesura.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Uno scrittore pensa all&rsquo;inizio della vicenda, sa quale sar&agrave; il tono e lo stile, poi semplicemente scrive il primo paragrafo, poi il secondo, il terzo&hellip; e cos&igrave; via, finch&eacute; il primo capitolo &ndash; o il prologo &ndash; &egrave; scritto. Soltanto <em>poi<\/em> analizza e migliora l&rsquo;incipit. Poi, poi e poi.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ricordatevelo.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ho &ldquo;visto&rdquo; troppe volte aspiranti scrittori incartarsi perch&eacute; tutti proni nell&rsquo;applicare con diligenza quanto avevano imparato frequentando corsi o leggendo articoli sulla scrittura o dopo aver affrontato discussioni in forum online in cui partecipavano persone pi&ugrave; esperte. Le regole sono fatte per essere applicate <em>dopo<\/em>. L&rsquo;esperienza &egrave; esattamente questo: riuscire ad applicare la maggior parte delle regole senza star l&igrave; a pensarci, senza rendersene davvero conto e, soprattutto, <em>senza rallentare il flusso libero e selvaggio delle parole che confluiscono sulla &ldquo;carta&rdquo;<\/em>.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Se un&rsquo;arte diventa un mero esercizio di applicazione di regole alla creativit&agrave;, allora l&rsquo;arte muore e resta soltanto il mestiere. Pensateci, ad esempio quando leggete qualche critica che parla di &ldquo;mestierante&rdquo; e di &ldquo;scrittore \/ artista&rdquo;, perch&eacute; la differenza &egrave; tutta l&igrave;, per dirla terra terra. (Poi si pu&ograve; disquisire all&rsquo;infinito in dettaglio&hellip;)<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Partendo da quanto avete appena letto, passo al gioco letterario che vi annunciavo: &egrave; un&rsquo;attivit&agrave; <em>rivelatoria<\/em>. Se siete iscritti e mi leggete, non &egrave; possibile non abbiate un po&rsquo; di romanzi in casa. Prendete dalla libreria (o da dove sono sistemati, ch&eacute; i libri stanno bene <em>ovunque<\/em>!) i vostri preferiti e scrivete in un documento i loro incipit. Poi leggeteli tutti assieme.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ora, sia chiaro, vi parlo dell&rsquo;incipit nell&rsquo;incipit. Del primo paragrafo, quando invece si dovrebbe considerare la parte iniziale del testo che risulti &ldquo;compiuta&rdquo;. Se un romanzo parte da un dialogo diretto, la prima battuta non pu&ograve; essere considerata un incipit, perch&eacute; &egrave; difficile dica quanto &egrave; necessario (pu&ograve; dire molto lo stesso: &laquo;Mi dispiace, ma ora morirai&raquo; ad esempio dice abbastanza! Altra cosa &egrave; &laquo;Come stai?&raquo;, vero?).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Comincio per primo qui di seguito, limitandomi a meno testo possibile <em>di proposito<\/em>. Vi spiego subito il perch&eacute;: con il solo primo paragrafo si capisce l&rsquo;approccio dello scrittore. La prende alla larga? La prende diretta? Vi mette in media res? &Egrave; descrittivo? O c&rsquo;&egrave; azione? Consideratevi indovini e guardate al <em>primo, primissimo paragrafo<\/em> come al palmo della mano di chi dovete &ldquo;leggere&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Quando li avete trascritti tutti (almeno 5 o 6), leggeteli con attenzione pi&ugrave; volte, finch&eacute; li avete bene in mente e riuscite a farvi un&rsquo;idea sommaria delle differenze. Poi annotate le vostre riflessioni sotto ognuno dei brani, cos&igrave; come faccio io qui di seguito.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ricordatevi <em>sempre<\/em>, specie nei momenti di difficolt&agrave;, che non esiste alcun corso di scrittura creativa migliore della lettura. Quindi leggete <em>tanto<\/em> e imparate ad analizzare quanto leggete a posteriori.<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-family: Cambria,Georgia,serif;\">~ \u221e ~<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"justify\"><span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&ldquo;<\/strong><\/span> <span style=\"color:#006699\">Quando il signor Biblo Baggins di Casa Baggins annunzi&ograve; che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione. <span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&rdquo;<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong><em>&ndash; Il Signore degli Anelli<\/em>, J.R.R. Tolkien.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify\"><em>Tre righe tre, ma Tolkien gi&agrave; ci dice che Bilbo compir&agrave; 111 anni, che per l&rsquo;occasione organizzer&agrave; una grande festa e che l&rsquo;intera citt&agrave; &egrave; all&rsquo;aspettativa. &Egrave; l&rsquo;inizio del Signore degli Anelli, Il romanzo Fantasy per antonomasia. Eppure comincia con qualcosa di mondano e tutt&rsquo;altro che magico. Di strano c&rsquo;&egrave; soltanto l&rsquo;et&agrave; del signor Biblo Baggins. Parte, cio&egrave;, dalla parte gradevole: dalle campagne, dalla vita rurale e semplice, godereccia e pacifica degli Hobbit. Non &egrave; un caso: mostra la bellezza di ci&ograve; per cui i protagonisti lotteranno e ne mostra la natura tutt&rsquo;altro che avventurosa, per contrasto, per dare ancor pi&ugrave; forza a ci&ograve; che viene dopo. Ovvero render&agrave; ancor pi&ugrave; drammatico il racconto. Inoltre a fine romanzo torner&agrave; nella Contea, mostrando a cosa porta la guerra.<\/em><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><em>&Egrave; semplicemente perfetto.<\/em><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><em>Non &egrave; un &ldquo;in media res&rdquo;, piuttosto &egrave; un inizio.<\/em><\/p>\n<p><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"justify\"><span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&ldquo;<\/strong><\/span> <span style=\"color:#006699\">Nella settimana prima della partenza per Arrakis, quando il tramenio era giunto a livelli quasi insopportabili, una donna vecchia e vizza si present&ograve; alla madre di Paul. <span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&rdquo;<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>&ndash; <em>Dune<\/em>, Frank Herbert.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify\"><em>Perfetto esempio di &ldquo;in media res&rdquo;. Herbert gioca con un &ldquo;in media res di un in media res&rdquo;: la vecchia vizza si presenta nel bel mezzo di un trasloco della famiglia Arrakis. Il succo di un incipit cos&igrave; &egrave; creare subito curiosit&agrave; nel lettore e, come la buona scrittura insegna, per riuscirvi necessita di <\/em>poche<em> parole. Cosa vorr&agrave; questa vecchia? E chi sono gli Arrakis? E Paul?<\/em><\/p>\n<p><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"justify\"><span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&ldquo;<\/strong><\/span> <span style=\"color:#006699\">Bench&eacute; suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell&rsquo;esercito, Herv&eacute; Joncour aveva finito per guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione <em>femminile<\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><span style=\"color:#006699\">Per vivere, Herv&eacute; Joncour comprava e vendeva bachi da seta. <span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&rdquo;<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>&ndash; <em>Seta<\/em>, Alessandro Baricco.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify\"><em>Baricco ha sempre giocato molto con i contrasti logici e la sua tendenza si conferma in &ldquo;Seta&rdquo; &ndash; uno dei suoi migliori romanzi, anche se i miei preferiti sono &ldquo;Oceano mare&rdquo; e &ldquo;Castelli di rabbia&rdquo;. Qui presenta un personaggio il cui padre voleva diventasse un militare e che finisce per lavorare commerciando bachi da seta, una cosa abbastanza distante dalle armi da fuoco.<\/em><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><em>Come sempre accade, con Baricco dovete leggere un po&rsquo; di pi&ugrave; perch&eacute; abbiate elementi sufficienti a essere avvinti al testo.<\/em><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><em>&Egrave; un approccio &ldquo;alla larga&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"justify\"><span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&ldquo;<\/strong><\/span> <span style=\"color:#006699\">Arriviamo dalla Grande Citt&agrave;. Abbiamo viaggiato tutta la notte. Nostra Madre ha gli occhi arrossati. Porta una grossa scatola di cartone, e noi due una piccola valigia a testa con i nostri vestiti, pi&ugrave; il grosso dizionario di nostro Padre, che ci passiamo quando abbiamo le braccia stanche. <span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&rdquo;<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong><em>Tilogia della citt&agrave; di K<\/em>, Agota Kristof.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify\"><em>Grandissima scrittrice, dotata di una sintesi cristallina e implacabile, che emerge prepotente sin dalle battute iniziali di questo capolavoro. Frasi corte e secche. In poche righe inquadra l&rsquo;ambientazione (l&rsquo;inquadra soltanto, ma &egrave; sufficiente), inserisce movimento col viaggio e il punto di vista dei figli, la cui madre &egrave; stanca o ha pianto, non si sa. Qualcosa. E l&rsquo;autore infila un dizionario, che evidentemente &egrave; importante, dato che nonostante il peso se lo portano appresso. Lo stile della Kristof &egrave; unico e inimitabile, nonch&eacute; tra i pi&ugrave; personali che conosca. E lo adoro.<\/em><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><em>Anche lei sceglie l&rsquo;&ldquo;in media res&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"justify\"><span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&ldquo;<\/strong><\/span> <span style=\"color:#006699\">All&rsquo;ora del caldo tramonto primaverile comparvero a Patriar&scaron;ie Prud&igrave; due signori. Uno, sui quaranta, vestito di un completo estivo grigio, era di statura piccola, bruno, grassoccio, calvo; teneva in mano, piegato, il cappello di buon feltro e il suo viso era ornato di un enorme paio d&rsquo;occhiali di corno nero. Il secondo, largo di spalle, coi capelli ricchi e rossicci, un berretto portato indietro sulla nuca, indossava una camicia sportiva, pantaloni bianchi spiegazzati e sandali neri. <span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&rdquo;<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong><em>Il maestro e Margherita<\/em>, Michail A. Bulgakov.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify\"><em>&Egrave; un classico non a caso. Si nota subito, oltre tutto. L&rsquo;approccio &egrave; tutt&rsquo;altro che contemporaneo. Una mera descrizione di due personaggi, dettagliata, precisa, acuta&hellip; e con un sacco di aggettivi! Si capisce subito che Bulgakov <\/em>vede<em> i dettagli delle proprie storie e pretende che li veda anche il lettore. Infila il tempo e la stagione all&rsquo;inizio e confronta due uomini e il loro rispettivo stile. Adorabile. E sicuramente si ha voglia di saperne di pi&ugrave;: chi sono? Perch&eacute; sono cos&igrave; diversi?<\/em><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><em>Tuttavia non si capisce se &egrave; un inizio o un &ldquo;in media res&rdquo;, cosa che comunica una scrittura d&rsquo;altri tempi: elegante, godibilisissima, ma meno diretta della contemporanea.<\/em><\/p>\n<p><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"justify\"><span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&ldquo;<\/strong><\/span> <span style=\"color:#006699\">Esco per portare alla iena i biscotti secchi e le carcasse di pollo, e per cercare di dare una pulita dopo l&rsquo;ultima tempesta, e lei mi chiama. Andrea. Andrea Knowles Cotton Tierwalter, la mia ex moglie, la mia ex moglie di mille anni fa, quando ero giovane, forte e implacabilmente virile, la donna che si incatenava alle gru, ai bulldozer e alle ruspe Feller Buncher da settecentomila dollari quando ancora pensavamo che fosse importante, la donna che mi ha aiutato ad allevare mia figlia, che mi ha fatto impazzire. Ges&ugrave;. Se proprio deve farsi vivo qualcuno, perch&eacute; non Teo? Sarebbe pi&ugrave; facile &ndash; lo ammazzerei e basta. Bang bang. Cos&igrave; Lily avrebbe qualcosa di pi&ugrave; del pollo, a cena. <span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&rdquo;<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong><em>Amico della terra<\/em>, T. Coraghessan Boyle.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify\"><em>Coraghessan Boyle ha deciso per un racconto in prima persona e, proprio perch&eacute; tale, inizia a tratteggiare subito la personalit&agrave; del protagonista. In un solo paragrafo d&agrave; un sacco d&rsquo;informazione iniziale senza scadere nella lista della spesa. Il cane &egrave; una &ldquo;iena&rdquo;, la moglie con cui preferisce non parlare, con cui ha avuto una figlia, per cui ha sofferto le pene dell&rsquo;inferno e con cui ha affrontato sterili battaglie da ecologista. E parla subito di un&rsquo;ultima tempesta: che succede al clima? Per un primo paragrafo &egrave; molto.<\/em><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><em>&Egrave; un &ldquo;in media res&rdquo; bell&rsquo;e buono.<\/em><\/p>\n<p><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"justify\"><span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&ldquo;<\/strong><\/span> <span style=\"color:#006699\">Salirono l&rsquo;ennesimo tratto impervio della via montana. A destra la parete rocciosa s&rsquo;innalzava, scoscesa; la pietra scura era punteggiata da pini mughi e da qualche raro ciuffo d&rsquo;erba. Sull&rsquo;altro lato, lo strapiombo sembrava chiamarli dalle sue profondit&agrave; brumose. Era un invito suadente, subdolo. Accettare sarebbe stato come liberarsi da una maledizione. <span style=\"color:#000; font-size:150%\"><strong>&rdquo;<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong><em>La Rocca dei Silenzi<\/em>, Andrea D&rsquo;Angelo.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify\"><em>Questo &egrave; l&rsquo;incipit del mio ultimo romanzo pubblicato e si trova in compagnia di chi non si merita, direi. Parto in modo descrittivo, parlando di pi&ugrave; protagonisti senza nominarli. E con l&rsquo;ultima frase introduco un elemento di disturbo: di quale maledizione parla l&rsquo;autore? Dev&rsquo;essere qualcosa di orribile se il suicidio li tenta. Lo stile &egrave; un po&rsquo; secco, ma nel contempo non lesina dettagli.<\/em><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><em>&Egrave; vagamente &ldquo;in media res&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-family: Cambria,Georgia,serif;\">~ \u221e ~<\/p>\n<p class=\"justify\">Torniamo al punto di partenza: esiste un altro motivo che mi porta ad affermare che la teoria dei corsi di scrittura creativa sia eccessiva e sbilanciata. Lo considero importante quanto non intralciare il passo della creativit&agrave; con &ldquo;troppa mente&rdquo;. In un romanzo sarebbe bene capire che ogni scena ha il suo incipit e <em>tutti<\/em> dovrebbero essere scritti in modo da suscitare la curiosit&agrave; del lettore, affinch&eacute; continui a leggere &ndash; fino alla fine della scena, per l&rsquo;appunto..<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Certo, il <em>vero <\/em>incipit &ndash; considerando non soltanto il primo paragrafo, ma l&rsquo;intero brano iniziale &ndash; &egrave; importantissimo. &Egrave; la storia che si presenta, non soltanto la continuazione della storia che ammicca al lettore per rendersi interessante, cosa che una scena &egrave;. Eppure a livello tecnico e d&rsquo;intenzione lo scrittore deve impegnarsi allo stesso modo e rendere qualsiasi nuova scena altrettanto interessante. Sottolineare, evidenziare e quasi &ldquo;gridare&rdquo; circa l&rsquo;importanza dell&rsquo;incipit significa fuorviare gli aspiranti scrittori.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Quando entrerete in libreria, dopo che avrete giocato coi vostri romanzi a casa, cos&igrave; come ho fatto io, non sar&agrave; pi&ugrave; la stessa cosa (sempre che non lo facciate gi&agrave;). Quando prendete in mano i volumi, mentre state decidendo quale <em>leggerete<\/em> (&ldquo;<em>comprerete<\/em>&rdquo; no, ch&eacute;<em> <\/em>&egrave; soltanto una transazione economica di poca o nulla importanza), apriteli e leggetevi il primo paragrafo e fermatevi: cosa vi comunica? Qual &egrave; lo stile? Vi piace? Il primo paragrafo dice sempre <em>molto<\/em> circa l&rsquo;autore &ndash; ma, certo, pu&ograve; promettere molto e illudere, specie se lo scrittore ha dato troppa importanza all&rsquo;incipit rispetto al resto del testo.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Spero questa digressione vi risulti pi&ugrave; utile dei soliti discorsetti sulla tecnica e su cosa &ldquo;si deve fare&rdquo; per avvincere il lettore. Non sopporto l&rsquo;approccio cattedrattico, amo l&rsquo;approccio da lettore. Come gi&agrave; avevo modo di dire, la prima cosa che uno scrittore dev&rsquo;essere &egrave; &ldquo;lettore forte&rdquo;. Quindi leggete e, se proprio volete imparare in fretta a scrivere meglio, analizzate i romanzi che leggete &ndash; quelli belli <em>e <\/em>quelli brutti: tutti insegnano.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Alla prossima. Non ho la pi&ugrave; pallida idea di cosa vi scriver&ograve;: se vi piacerebbe che parli di qualcosa di preciso, non dovete far altro che scrivermi e suggerirmelo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se cercate nei vocabolari della lingua italiana il termine &ldquo;incipit&rdquo; troverete varie versioni di quanto segue: le parole iniziali di un testo (oltre alle altre accezioni). Ovvero i vocabolari non vi chiariranno un bel nulla. &#8230; <a title=\"Incipit\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/andangelo.com\/it\/incipit\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Incipit\">Leggi&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2472,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"iawp_total_views":0,"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[],"class_list":["post-2417","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-punto-e-a-capo","infinite-scroll-item"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2417","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2417"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4276,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2417\/revisions\/4276"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2472"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}