{"id":2413,"date":"2019-12-06T07:00:57","date_gmt":"2019-12-06T06:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/s3nzanom3.com\/?p=2413"},"modified":"2026-05-25T17:23:08","modified_gmt":"2026-05-25T15:23:08","slug":"il-mondo-editoriale-ii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/il-mondo-editoriale-ii-parte\/","title":{"rendered":"Il mondo editoriale (II parte)"},"content":{"rendered":"<p class=\"justify drop-cap\"><span style=\"font-size: 28px;\"><strong>L\u2019<\/strong><\/span>Editrice Nord mi contatt\u00f2 per posta non molto tempo dopo aver spedito il mio primo, intero manoscritto. Gianfranco Viviani muoveva un appunto fondamentale alla storia della mia trilogia: poca azione. Voleva dei chiarimenti \u201cprima di rifiutarlo definitivamente\u201d, ammettendo d\u2019aver soltanto \u201csfogliato\u201d il plico mandato. Per questo motivo mi chiedeva un riassunto dell\u2019intera trilogia.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Mezzo eccitato e mezzo abbattuto \u2013 l\u2019Editrice Nord era la <em>mia <\/em>casa editrice preferita, con le cui letture ero cresciuto! \u2013 mi misi al PC e cominciai a lavorare, deciso a non darmi per (quasi) vinto. Avevo gi\u00e0 redatto documenti di vario tipo per coadiuvare la scrittura: schemi, riassunti, sinossi, cronologie\u2026 Finii per produrre un \u201criassunto schematico\u201d, come lo chiamai, che rimarcava <em>graficamente<\/em> l\u2019azione presente. Usando la sottolineatura singola, la doppia, la tratteggiata, eccetera, evidenziai il testo di modo che fosse visibile a colpo d\u2019occhio sia la <em>quantit\u00e0<\/em> d\u2019azione che il <em>tipo<\/em> d\u2019azione, lasciando privi di sottolineatura i passaggi che, invece, erano pi\u00f9 statici e riflessivi.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Preprato il tutto, gli scrissi una <em>lunga<\/em> lettera in risposta con la tipica fermezza e sicurezza del tempo. A un certo punto dicevo testualmente: \u201c<em>L\u2019azione \u00e8 soltanto guerra, combattimenti all\u2019arma bianca o magica, duelli, ecc\u2026 oppure \u00e8, ad esempio, anche azione magica non forzatamente volta allo scontro tra due contendenti? Non credo di essere d\u2019accordo sul relegare l\u2019azione al semplice \u201cscontro\u201d, anche se parlando in senso lato.<\/em>\u201d [&#8230;] \u201c<em>Se mi si chiede una fantasy semplice, allora sono certamente la persona meno adatta. Non amo la semplicit\u00e0, poich\u00e9 tende pericolosamente alla banalit\u00e0.<\/em>\u201d [&#8230;] E dopo una lunga digressione su parti precise della trilogia, concludevo cos\u00ec: \u201c<em>Se mi si chiede soltanto azione, allora mi si boccia: non \u00e8 la strada che seguo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">La mia risposta \u00e8 datata <em>21 luglio<\/em> (2001). Quella con l\u2019invio del contratto da parte di Gianfranco Viviani \u00e8 datata <em>11 settembre<\/em>. Gianfranco Viviani mi scrisse: \u201cDopo aver letto quanto mi ha spedito, ho deciso che la sua trilogia ha le caratteristiche per essere pubblicata\u201d. E altre cose specifiche sul lavoro di editing che c\u2019era da fare (su cui eravamo entrambi d\u2019accordo, perch\u00e9 il primo libro della trilogia necessitava di parecchi fendenti di machete e di molto balsamo: c\u2019era da tagliare e da fluidificare senza piet\u00e0. Era il primo romanzo che avessi mai scritto ed era sensibilmente peggiore del secondo e ancor pi\u00f9 distante dalla qualit\u00e0 del terzo). In proposito mi scrisse: \u201cQueste sono le uniche richieste vincolanti per la pubblicazione e la prego di firmare il contratto allegato solo se \u00e8 disposto ad accettarle\u201d.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ho sempre amato il modo schietto e diretto di Gianfranco Viviani. Non era un editore qualsiasi (venne anche fatto <em>Gran Master<\/em> a Fiuggi e un po\u2019 la cerimonia mi commosse). E comunque gli sar\u00f2 sempre grato, perch\u00e9 fu lui a portare in Italia autori come Ursula Le Guin, Roger Zelazny, Michael Moorcock, Jack Vance e molti altri (basta leggersi la lista di titoli della <em>Fantacollana<\/em> dell\u2019Editrice Nord, di cui i miei romanzi sono i numeri 178, 181, 189 e 200; prima di me sono venuti <em>grandissimi<\/em> scrittori). Su quegli autori mi sono formato e mai avrei pensato di far parte della stessa, gloriosa collana di narrativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-family: Cambria,Georgia,serif;\">~ \u221e ~<\/p>\n<p class=\"justify\">Perch\u00e9 scendere cos\u00ec in dettaglio sui miei inizi? Non per egocentrismo e nemmeno perch\u00e9 comincio a invecchiare e a ricordare con nostalgia i pochi \u201csuccessi\u201d. Invero vorrei dimostrarvi alcune cose.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Scusate la ripetitivit\u00e0 considerando l&#8217;email precedente, per\u00f2 vorrei riassumere tre cose tre <em>fondamentali<\/em>, da tenere sempre a mente. Dopo avervi raccontato la mia esperienza da esordiente come esempio concreto, spero i concetti si fissino nella vostra mente per sempre. Ci tengo.<\/p>\n<p class=\"justify indent\"><strong>Uno:<\/strong> svendersi non paga. Dovete essere sicuri del lavoro che avete svolto, se vi siete impegnati a fondo. Non lasciate che il primo editore che vi critica smonti la vostra sicurezza. Rispondete con cognizione di causa, se vi vengono mossi degli appunti. Il dialogo epistolare di cui sopra avvenne dopo <em>nove anni<\/em> di scrittura e <em>molte<\/em> revisioni. Nove anni in cui imparai a scrivere e non ero ancora maturo, ma avevo compiuto molto. Se c\u2019\u00e8 tanto lavoro alle spalle di un testo, chi \u00e8 esperto lo percepisce. Allora non ne avevo la pi\u00f9 pallida idea, ma propugnavo la mia causa con fermezza perch\u00e9 l\u2019avevo cullata con amore e dedizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right; color: #b22;\"><span style=\"font-size: 127%;\"><em>Gli editori sanno qual \u00e8 il lavoro che li aspetta e necessitano di scrittori pronti ad affrontarlo.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\"><strong>Due:<\/strong> siate precisi ma gentili, aperti alle critiche ma sicuri del vostro valore. Se alcuni degli appunti toccano tasti dolenti, di cui siete consapevoli, ammettetelo e siate pronti a lavorare duro. Se invece si svilisce il valore del vostro testo, spiegate con cortesia il perch\u00e9 non siete d\u2019accordo. Fate attenzione a non confondere l\u2019orgoglio con la ragione: se vi rivolgete a dei professionisti (bisognerebbe scrivere una digressione a parte su come giungere alla lista di editori da contattare), le risposte saranno professionali. E i professionisti badano al risultato finale, non fanno sconti. Non vi coccolano fino a quando non ne avete pi\u00f9 alcun bisogno (avete avuto successo).<\/p>\n<p style=\"text-align: right; color: #b22;\"><span style=\"font-size: 127%;\"><em>Non piccatevi, \u00e8 sciocco. Loro vogliono il meglio e questo vi garantisce che aiuteranno le vostre qualit\u00e0 a emergere.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\">(Parlo sempre ed esclusivamente delle case editrici serie e per \u201cserio\u201d non intendo quelle che hanno nomea. A volte dietro l\u2019etichetta si nascondono personaggi che definire <em>poco professionali<\/em> \u00e8 eufemistico.)<\/p>\n<p class=\"justify indent\"><strong>Tre:<\/strong> <em>non accettate<\/em> un editing strutturale. A un certo punto della lettera scrivo: \u201cSe relativamente al linguaggio migliore da utilizzare sono ricettivo ed umile\u201d (usavo ancora la \u201cd\u201d eufonica, noto) \u201crelativamente alla trama non oserei toccare una virgola\u201d. Schietto Viviani, schietto io. Ero fermo e sicuro di ci\u00f2 che andava bene e di ci\u00f2 che, invece, andava migliorato.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Tre giorni dopo aver rispedito il contratto firmato, la mia copia torn\u00f2 indietro con la firma di Gianfranco Viviani. Era l\u2019inizio.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Se mantenete la barra a dritta e cos\u00ec facendo non vi pubblicano, credetemi, l\u2019avete scampata bella. Vi sarete risparmiati frustrazioni, arrabbiature e sicure, evitabili umiliazioni.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Il mondo editoriale non \u00e8 esente da buoni a nulla. Chi non accetta un dialogo come quello che ebbi con Gianfranco Viviani e si mette in cattedra \u00e8 meglio perderlo che trovarlo (voglio dire, Viviani venne fatto <em>Gran Master<\/em>, non era il primo arrivato! Decenni di storia editoriale alle spalle e con autori di caratura mondiale. Eppure dialog\u00f2 con lo sconosciuto Andrea D\u2019Angelo\u2026). Gli editori arroganti vanno schifati. Gli editor che s\u2019impongono pure. Un buon editor suggerisce e spiega, non comanda. <em>Dulcis in fundo<\/em>, per chiudere il cerchio anche se va un po\u2019 fuori tema, dato il romanzo alle stampe i lettori maleducati o ipercritici vanno ignorati.<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-family: Cambria,Georgia,serif;\">~ \u221e ~<\/p>\n<p style=\"text-align: right; color: #b22;\"><span style=\"font-size: 127%;\"><em>Quando firmerete un contratto comincer\u00e0 il conto alla rovescia.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\">Esistono due possibilit\u00e0: il piccolo editore e quello medio-grande. Mentre il piccolo lavora quasi sempre con tempi stretti e vi dir\u00e0 che avete qualche mese per affrontare l\u2019editing e produrre il testo definitivo, il medio-grande lavora di solito sui 18 mesi. Ovvero, firmato il contratto, l\u2019uscita del vostro romanzo avverr\u00e0 un anno e mezzo dopo all\u2019incirca \u2013 gi\u00e0, \u00e8 frustrante (la prima domanda che mi feci fu: non sar\u00e0 che muoio prima? Ma, insomma, non si pu\u00f2 vivere pensando di morire sul pi\u00f9 bello).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Prendete i tempi con le pinze: \u00e8 <em>pi\u00f9 o meno<\/em> cos\u00ec, non \u00e8 che questi numeri siano una legge immutabile. \u00c8 un metro di paragone fra le due realt\u00e0. I piccoli editori di solito non hanno piani a medio termine, i grandi s\u00ec.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Una delle prime cose che vi dir\u00e0 l\u2019editore sar\u00e0 quando prevede di pubblicare il vostro romanzo, dunque. In quell\u2019esatto momento saprete di che morte morirete. Preparatevi a lavorare duro <em>in prossimit\u00e0<\/em> della data d\u2019uscita, specie se siete sotto contratto con un editore medio grande. Se non siete avvezzi a una revisione seria, portata avanti con <em>abnegazione<\/em>, potreste trovare la fase dell\u2019editing pesante, difficile da affrontare e frustrarvi non poco. E potreste gestirla male.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Perch\u00e9? L\u2019editing al mio ultimo romanzo \u00e8 durato poco pi\u00f9 di un mese e rilessi e corressi l\u2019intero testo 3 volte (450 pagine), dialogando anche sulle singole virgole (e discutendo su qualche punto controverso). Di giorno lavoravo, di notte scrivevo. Estenuante, credetemi, specie quando l\u2019attivit\u00e0 richiede lucidit\u00e0 e freschezza. Bisogna essere rapidi ed effettivi in tempi strettissimi. \u00c8 complicato (per voi, non per i professionisti della casa editrice, che lo fanno di mestiere; vi aiuteranno, ma esiste una soglia sotto la quale non possono e non vogliono scendere).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Se tra i vostri obiettivi c\u2019\u00e8 la pubblicazione, allora fatevi furbi: <em>preparatevi<\/em> giorno dopo giorno lavorando duro ai vostri testi sin dall\u2019inizio, perch\u00e9 tutta quell\u2019esperienza si trasformer\u00e0 nella vostra forza quando cercherete di emergere dall\u2019enorme massa di aspiranti. Saprete sostenere le vostre ragioni, saprete lavorare al vostro manoscritto una volta sotto contratto (la vera sfida sar\u00e0 il <em>secondo<\/em> romanzo). Chi parla di \u201cfortuna\u201d ha ragione in <em>minima<\/em> parte. Anzitutto la fortuna bisogna cercarla per incontrarla e non \u00e8 sufficiente, quando si tratta con i professionisti della parola. La fortuna aiuta, ma non firmerete mai un contratto editriale per pura fortuna. Credetemi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"justify\">Come si dice in inglese, <em>to be continued\u2026<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Editrice Nord mi contatt\u00f2 per posta non molto tempo dopo aver spedito il mio primo, intero manoscritto. Gianfranco Viviani muoveva un appunto fondamentale alla storia della mia trilogia: poca azione. 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