{"id":2306,"date":"2019-09-28T11:42:09","date_gmt":"2019-09-28T10:42:09","guid":{"rendered":"http:\/\/s3nzanom3.com\/?p=2306"},"modified":"2026-05-25T17:23:00","modified_gmt":"2026-05-25T15:23:00","slug":"il-mondo-editoriale-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/il-mondo-editoriale-i-parte\/","title":{"rendered":"Il mondo editoriale (I parte)"},"content":{"rendered":"<p class=\"justify drop-cap\"><span style=\"font-size: 28px;\"><strong>E<\/strong><\/span>siste una parte oscura ai pi\u00f9, quando si parla di \u201cdiventare scrittori\u201d, se con l\u2019espressione s\u2019intende <em>di professione <\/em>\u2013 ho gi\u00e0 chiarito che scrittori si \u00e8, artisticamente parlando. \u00c8 oscura ai pi\u00f9 perch\u00e9 per conoscerla bisogna viverla e per viverla bisogna firmare un contratto con una casa editrice degna di questo nome \u2013 ovvero di quelle che <em>non <\/em>vi chiedono denaro per pubblicarvi e, anzi, vi danno un anticipo, pur se in una quantit\u00e0 simbolica agli esordi. Quel tipo d\u2019esperienza si deve vivere per comprenderla \u2013 e molti finiscono per non capirci un\u2019acca comunque.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Siamo un popolo di \u201cscrittori\u201d e sempre meno di lettori: assai pochi la vivono, in percentuale, da qui quel \u201coscura ai pi\u00f9\u201d. Ho avuto il merito e la fortuna di rientrare in quella ristretta minoranza, avendo pubblicato per l\u2019Editrice Nord <em>prima<\/em> dell\u2019acquisizione da parte del Gruppo Longanesi e anche <em>dopo<\/em>, essendo parte dell\u2019ancor pi\u00f9 ristretto gruppo di scrittori con cui decisero di continuare dopo l\u2019acquisizione.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Credo nel potere della parola scritta, sicch\u00e9 oggi tenter\u00f2 di raccontarvelo perch\u00e9 vi facciate un\u2019idea abbastanza precisa di cosa si agita nell\u2019ombra, prima che il volume raggiunga le librerie. Sar\u00e0 un testo contaminato <em>dal mio punto di vista<\/em>: ognuno di noi ha la propria sensibilit\u00e0. S\u00ec, si parla proprio di <em>sensibilit\u00e0 <\/em>e non di carattere, quando si ha a che fare con \u201cla propria arte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte che c\u2019\u00e8 in noi ha radici profonde. Non \u00e8 una semplice abilit\u00e0 che si acquisisce con un corso di scrittura creativa, ad esempio. Cos\u00ec come non \u00e8 nemmeno l\u2019oggetto \u201clibro\u201d, quando lo stringete in mano per la prima volta, fresco di stampa. Usando una metafora sportiva, non \u00e8 importante in quanto tempo correte 10 km, l\u2019importante \u00e8 lo spirito che vi anima mentre vi allenate per riuscire a raggiungere quel risultato.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Compreso questo, comprenderete perch\u00e9 parlo di sensibilit\u00e0: ognuno vive l\u2019esperienza di entrare nel mondo editoriale a modo suo. Da ci\u00f2 si evince che non \u00e8 facile essere obiettivi, ergo sar\u00e0 un racconto contaminato.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ci\u00f2 premesso, ho avuto pi\u00f9 riscontri dai professionisti del settore di essere un tipo lucido nella fattispecie. Quanto vi dir\u00f2 \u00e8 visione personale, ma vicina alla realt\u00e0 oggettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-family: Cambria,Georgia,serif;\">~ \u221e ~<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono innamorato della narrativa quando raggiunge la qualit\u00e0 della letteratura e allo stesso tempo sposa l\u2019intrattenimento. Trovo assai pesante James Joyce, ad esempio (mi perdonino coloro i quali lo amano; \u00e8 soltanto un gusto personale, \u00e8 un grande scrittore anche ai miei occhi\u2026 ma siamo troppo distanti sul cosa, nonostante ammiri il come). Temo la questione sia dovuta alla mia formazione come lettore: sono cresciuto leggendo un sacco di romanzi di genere (ma non solo). Un sacco: quando lasciai l\u2019Italia, a 37 anni, fui costretto a sbarazzarmi del 95% dei miei libri. Tra bagarini e donazioni a una biblioteca di Trieste come autore, mi sono privato di quasi 3000 romanzi, di cui almeno la met\u00e0 letti per intero (nonostante sia un <em>bradipo<\/em>-lettore). Autori come John R. R. Tolkien, Ursula Le Guin, Patricia McKillip, Robert E. Howard, David Gemmell, Michael Moorcock, Roger Zelazny, Edgar Allan Poe, H. P. Lovecraft, Isaac Asimov, Artur C. Clarke, Frank Herbert, Jack Vance e altri ancora\u2026 (per non nominare i contemporanei) \u2026<em>tutti questi autori<\/em> hanno scritto romanzi che raggiungono vette di qualit\u00e0 letteraria. E tutti loro hanno tenuto in grande considerazione l\u2019aspetto \u201cintrattenimento\u201d.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Questo \u00e8 ci\u00f2 che amo, in cui credo e anche ci\u00f2 che provo a scrivere.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Eppure non si pu\u00f2 negare che la realt\u00e0 (editoriale) sia assai variegata e di gran lunga pi\u00f9 popolata di autori. In libreria si va dalla carta straccia di scarsissimi pennivendoli ai geni adolescenti oppure dai bravi mestieranti agli Scrittori, quelli veri, quelli con la esse maiuscola.<\/p>\n<p style=\"text-align: right; color: #b22;\"><span style=\"font-size: 127%;\">Pubblicare non significa essere Scrittori e nemmeno essere diventati scrittori di professione \u2013 cosa che a sua volta <em>non<\/em> garantisce lo siate artisticamente.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\">Quella maiuscola non credo sia per pochi eletti. Allargo il cerchio di parecchio, gi\u00f9 fino alla narrativa di genere, pensate un po\u2019. I puristi si scandalizzano per questi accostamenti, lo so, specie in Italia. E in parte hanno ragione, ma difettano di un po\u2019 di apertura mentale in pi\u00f9: nonostante allarghi quel cerchio, infatti, la quantit\u00e0 di \u201cscrittori\u201d esclusi resta di cento volte superiore a quella contenuta.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ora, il mondo dell\u2019editoria accoglie Scrittori, scrittori di professione e scrittori da catalogo \u2013 pi\u00f9 un\u2019infinit\u00e0 di altre situazioni che non ha senso elencare, perch\u00e9 insignificanti in percentuale.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Quando si esordisce si \u00e8 scrittori da catalogo, salvo <em>rarissimi <\/em>casi \u2013 spesso studiati a tavolino per \u201ccreare il fenomeno\u201d e vendere pi\u00f9 di quanto i libri in questione valgano grazie alla conoscenza del mercato. \u00abIl ragazzo prodigio autore del romanzo rivelazione negli Stati Uniti! 350.000 copie vendute in 6 mesi!\u00bb Poi lo leggi e l\u2019unica cosa eccezionale che trovi nei suoi romanzi \u00e8 la conoscenza grammatico-sintattica per l\u2019et\u00e0 che ha\u2026 Un attimo e la mente ti ricorda degli editor e dei correttori di bozze, che possono resuscitare i morti. L\u2019aspetto commerciale \u00e8 giustamente, ma anche sproporzionatamente presente nelle case editrici d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right; color: #b22;\"><span style=\"font-size: 127%;\">Siamo un popolo esterofilo: prima lo capite, meglio \u00e8.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\">Le collane della mia ex casa editrice vivevano un picco negativo di vendite ogni volta che l\u2019autore in copertina era italiano. Come popolo siamo proni ai \u201cfenomeni\u201d assai pi\u00f9 che in altri Paesi. Non siamo, cio\u00e8, un pubblico maturo, anche se ci riempiamo la bocca con la grande tradizione culturale italiana. \u00c8 tradizione, non \u00e8 il presente gi\u00e0 da un bel po\u2019 di anni.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Vorrei vi facciate un\u2019idea sommaria di <em>cosa<\/em> affronterete, se la vostra ambizione \u00e8 pubblicare. In questo panorama gli scrittori che vivono di scrittura <em>in Italia<\/em> sono davvero pochi. Uno degli sport preferiti dei lettori connazionali \u00e8 disfare tutto ci\u00f2 che non piace e c\u2019\u00e8 grande negativit\u00e0 anche su se stessi. Assurdo. Non \u00e8 cos\u00ec in Francia, dove difendono e valorizzano a spada tratta i propri autori, in Germania, dove sono pi\u00f9 equilibrati, in Spagna, dove la vivono in modo pi\u00f9 leggero\u2026 E nemmeno lontanamente in Inghilterra, ove la maturit\u00e0 del pubblico \u00e8 di gran lunga superiore, anche o forse soprattutto per questioni storiche (specie se si parla di &#8220;generi&#8221;). Quanto accade in Italia accade anche all\u2019estero, ma da noi <em>di pi\u00f9<\/em> ed \u00e8 tossico. Avvelena quasi ogni discussione, confonde qualsiasi ragionamento. Il risultato finale \u00e8 che la stragrande maggioranza degli autori si arrabatta con iniziative collaterali, come ad esempio corsi di scrittura creativa. No comment.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ma, insomma, cosa si vive quando si viene messi sotto contratto?<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Com\u2019\u00e8 quel mondo oscuro?<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Anzitutto, non \u00e8 un mondo solo. Un conto \u00e8 che vi pubblichi un piccolo editore, un conto uno medio o grande. L\u2019esperienza cambia completamente. Ho avuto la fortuna di vivere entrambe le situazioni.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">In breve, il piccolo editore fa le cose come pu\u00f2. Spesso una sola persona fa le veci di pi\u00f9 figure professionali: editore, editor e correttore di bozze; editore, promotore e amministrativo. Eccetera&#8230; Pro: se un piccolo editore investe soldi su di voi, significa che davvero <em>crede in voi<\/em>. Contro: la qualit\u00e0 del testo pu\u00f2 risentirne, perch\u00e9 lavorare con persone dedicate ed esperte in uno solo degli aspetti di un \u201clibro\u201d \u00e8 tutta un\u2019altra storia e col piccolo non avrete questa fortuna.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Il grande editore fa le cose per bene. Da una persona sola che agiva come un <em>factotum<\/em>, ci si ritrova circondati da cinque, sei professionisti\u2026 Ognuno si occupa della sua parte e <em>tutti<\/em> pretendono il miglior risultato finale possibile. Pro: il vostro romanzo ne uscir\u00e0 (quasi) sicuramente migliorato e far\u00e0 la sua bella figura in mezzo a quelli di scrittori affermati (ma non avete il loro nome). Contro: le aspettative di un grande editore sono <em>alte<\/em>. Se la tiratura iniziale pu\u00f2 essere la stessa del piccolo, a volte, ci\u00f2 che ci si aspetta \u00e8 di vendere assai di pi\u00f9 (e poter dire che si \u00e8 andati in <em>ristampa<\/em>). Se un piccolo si accontenta di 3.000 copie vendute, un grande guarda con ribrezzo le cifre sotto le 10.000 e spesso pretende di pi\u00f9 per continuare a lavorare con te.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Il tuo romanzo non vende a sufficienza? Pazienza, <em>hai fatto catalogo<\/em>.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Esatto. Catalogo. La case editrici valgono anche e soprattutto in base al proprio catalogo. E in un catalogo <em>tutto<\/em> fa brodo.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00c8 chiaro?<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-family: Cambria,Georgia,serif;\">~ \u221e ~<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se vivere l\u2019esperienza della pubblicazione \u00e8 un vostro sogno, vi auguro di viverlo. Tuttavia ricordate che inizialmente state soltanto facendo catalogo: vi eviter\u00e0 cocenti delusioni o di illudervi come bambini innocenti. Il fatto che vi trattino bene \u00e8 soltanto una questione di forma: la valutazione dei risultati sar\u00e0 impietosa.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Se vi capita, fate tesoro di quanto vi dir\u00f2 ora.<\/p>\n<p style=\"text-align: right; color: #b22;\"><span style=\"font-size: 127%;\">Imparate pi\u00f9 che potete.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\">Siate <em>apertissimi<\/em> alle critiche e ragionate prima di (tentare di) confutarle: \u00e8 possibile che quella sar\u00e0 la prima e ultima volta che viviate un\u2019esperienza simile ed \u00e8 imprescindibile farne tesoro. Non siate presuntuosi e non piccatevi: quei professionisti stanno tentando di <em>migliorare<\/em> il frutto della vostra creativit\u00e0 e la mancanza d\u2019esperienza in scrittura si vede <em>sempre<\/em>. Sono persone preziose per la vostra passione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right; color: #b22;\"><span style=\"font-size: 127%;\">Nel contempo, non accettate stravolgimenti del vostro lavoro.<\/span><\/p>\n<p class=\"justify indent\">Se siete stati messi sotto contratto per pubblicare un testo che alla fin fine non \u00e8 pi\u00f9 il vostro, tanto vale non pubblicare. A meno che non ve ne freghi nulla e l\u2019unica cosa che conta per voi \u00e8 pubblicare e avere successo \u2013 ma allora cosa mi leggete a fare? Non sono la persona che fa per voi.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Punto il dito sul \u201ctristemente famoso\u201d <em>editing strutturale<\/em>, che si propone di cambiare la struttura di un testo, perch\u00e9 inefficace o dannosa per il successo del testo stesso (secondo la personale visione dell\u2019editor). Non dico di non accettare alcun cambio, dico che stravolgimenti nella struttura sono un pessimo segnale: vi stanno trattando come un fenomeno commerciale, perch\u00e9 pensano abbiate la possibilit\u00e0 di <em>vendere bene<\/em>. Se la cosa vi lusinga, non siete scrittori per davvero. Siete mestieranti. Non \u00e8 un male in s\u00e9, solo vi spingo ad analizzare le vostre pulsioni e intenzioni: vi eviterete bagni di sangue.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Un editore serio, se pensa ci siano seri problemi strutturali, ma vi ritiene promettenti, vi risponde di lavorare sulla struttura (e magari vi dice cosa c\u2019\u00e8 che non va in due righe due). Non lo fa sotto contratto, ve lo consiglia senza spedirvi alcun contratto e poi, eventualmente, <em>ne riparlerete<\/em>. Questo perch\u00e9 l\u2019editing strutturale dovrebbe effettuarlo l\u2019autore.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Se invece siete innamorati della vostra arte, le date un valore intrinseco, che trascende il mero aspetto commerciale, e avete firmato un contratto, allora siate umili e ricettivi sul <em>come<\/em>, ma non fatevi mai toccare il <em>cosa<\/em> a meno che non siate d\u2019accordo che vada fatto.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Personalmente ho chiarito fin dal primo contratto cosa non si poteva toccare, sottolineando che se non si era d\u2019accordo potevamo non firmare il contratto o, una volta firmato, rescinderlo. Non ci fu alcuno screzio, n\u00e9 discussione. Patti chiari, amicizia lunga.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Insomma, non fatevi prendere dall\u2019ansia o dall\u2019euforia se vi propongono un contratto editoriale (be\u2019, dai, un\u2019ora di follia ve la potete anche concedere). Ragionate con freddezza. Vi convince quanto l\u2019editore in questione vi scrive? Se no, chiedete chiarimenti prima di firmare. Domandate <em>cosa<\/em> pensano di fare col vostro manoscritto. Schiena dritta e guardateli negli occhi fin dal primo incontro, se avrete modo d\u2019incontrarvi: non \u00e8 che loro sono dei e voi infimi esseri insignificanti. (Ho gi\u00e0 detto, vero, che chiunque vi chieda soldi \u00e8 un essere insignificante <em>per voi<\/em>?)<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Mi rendo conto che quanto c\u2019\u00e8 da dire \u00e8 tanta roba anche se riassumo. Continuer\u00f2 la prossima settimana, dunque, parlandovi della pratica dopo la firma del contratto.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ancora una volta sottolineo quanto vi ho gi\u00e0 scritto pi\u00f9 volte: <em>scrivetemi<\/em> se c\u2019\u00e8 qualcosa di preciso che volete sapere o di cui volete \u201cdiscutere\u201d. Chiedete e vi dir\u00f2 ci\u00f2 che so. Mi sembra impossibile che dopo aver letto un\u2019email come la presente e non abbiate esperienza personale di pubblicazione, non abbiate alcuna domanda.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Fatevi avanti senza problemi. Potete anche scrivermi per dissentire: ho sempre detto che ricerco il dialogo, cosa che prevede anche che le parti <em>non <\/em>sono d\u2019accordo.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Frattanto, buona vita!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste una parte oscura ai pi\u00f9, quando si parla di \u201cdiventare scrittori\u201d, se con l\u2019espressione s\u2019intende di professione \u2013 ho gi\u00e0 chiarito che scrittori si \u00e8, artisticamente parlando. \u00c8 oscura ai pi\u00f9 perch\u00e9 per conoscerla &#8230; <a title=\"Il mondo editoriale (I parte)\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/andangelo.com\/it\/il-mondo-editoriale-i-parte\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il mondo editoriale (I parte)\">Leggi&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2316,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"iawp_total_views":0,"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[],"class_list":["post-2306","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-punto-e-a-capo","infinite-scroll-item"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2306","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2306"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2306\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4279,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2306\/revisions\/4279"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/andangelo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}