{"id":2298,"date":"2019-09-28T11:37:55","date_gmt":"2019-09-28T10:37:55","guid":{"rendered":"http:\/\/s3nzanom3.com\/?p=2298"},"modified":"2026-05-25T17:15:08","modified_gmt":"2026-05-25T15:15:08","slug":"paragrafo-dopo-paragrafo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/paragrafo-dopo-paragrafo\/","title":{"rendered":"Paragrafo dopo paragrafo"},"content":{"rendered":"<p class=\"justify drop-cap\"><span style=\"font-size: 28px;\"><strong>S<\/strong><\/span>ono sempre stato affascinato dalla scrittura in quanto processo di introspezione e crescita personale. \u00c8 un\u2019attivit\u00e0 cos\u00ec totalizzante che diventa spesso una filosofia di vita per lo scrittore. Eppure un approccio esclusivamente filosofico ed esistenziale alla materia \u00e8 squilibrato.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">E la scrittura, quella fatta di parole e sudore, dov\u2019\u00e8 finita?<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Gi\u00e0.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Da oggi in poi avr\u00e0 casa (anche) qui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"justify\">La cosa difficile \u00e8 decidere da dove cominciare. Non mi va di partire dall\u2019incipit: la scontatezza in scrittura \u00e8 un\u2019arma a doppio filo. Partir\u00f2 <em>in media res<\/em>, dunque. Letteralmente. Il punto di partenza sar\u00e0 la revisione del mezzo romanzo che scrissi nel 2006 e che sarebbe dovuto essere il seguito de <em>La Rocca dei Silenzi<\/em>, pubblicato nel 2005 dall\u2019Editrice Nord \u2013 se le nostre strade, quella dell\u2019editore e la mia, non si fossero separate. Ovvero partir\u00f2 dal punto in cui sono come scrittore.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Sono trascorsi pi\u00f9 di 13 anni da quando scrissi questi capitoli. Un lasso di tempo tale da impormi cambi significativi in buona parte del manoscritto. C\u2019\u00e8 molto da fare prima di ripartire e completare la prima stesura\u2026 \u00c8 il progetto perfetto per parlarvi di scrittura in termini pratici.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Mi vedrete al lavoro, insomma. Vi parler\u00f2 dei problemi del mio testo \u2013 senza alcun ordine prestabilito \u2013 e di come penso di risolverli. Leggerete il risultato delle mie revisioni, ma vi parler\u00f2 anche dei perch\u00e9 di tali revisioni. Capirete come ragiona uno scrittore d\u2019esperienza, cosa considera, cosa scarta senza piet\u00e0, quanto tempo dedica ai dettagli e quanto peso d\u00e0 a ogni termine e virgola nonostante il testo ammonti a centinaia di pagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-family: Cambria,Georgia,serif;\">~ \u221e ~<\/p>\n<p class=\"justify\">Per permettervi di seguirmi e giudicare le mie scelte con cognizione di causa, non ho altra scelta che introdurvi al contesto.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Il romanzo su cui sto lavorando s\u2019intitola \u201c<em>Il giorno dopo<\/em>\u201d (d\u2019ora in avanti \u201cIGD\u201d). \u00c8 un fantasy, in apparenza classico. (Avremo modo di parlare di quel \u201cin apparenza\u201d.) Ora, il genere pu\u00f2 allontanare pi\u00f9 d\u2019uno, lo so. Ponetevi al di sopra di esso, dunque, non vi infastidir\u00e0: lo prometto. Anzi, proprio per ci\u00f2 che implica scrivere <em>fantastico<\/em>, \u00e8 il terreno adatto a parlare di quasi ogni aspetto della scrittura.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ho gi\u00e0 riletto e annotato il testo (<em>rilettura integrale <\/em>effettuata). Sono all\u2019incirca 400 pagine, che costituiscono pi\u00f9 o meno met\u00e0 della storia da raccontare \u2013 il che mi porta a pensare che non scender\u00f2 sotto le 600 a testo finito e che probabilmente sforer\u00f2 le 700. Terminata la rilettura, da un paio di settimane sto applicando le correzioni necessarie e le soluzioni o migliorie a cui ho pensato.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Cosa sto facendo, esattamente? Allineo una vecchissima prima stesura allo scrittore che sono oggi, sensibilmente migliore di quello del 2006. Ovvero affronto una revisione per preparare il testo alla revisione \u2013 quando completer\u00f2 la prima stesura.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">La vicenda viene narrata seguendo quattro <em>fronti d\u2019azione<\/em>. \u201cFronte d\u2019azione\u201d \u00e8 il nome che uso per indicare le sottotrame che popolano i miei romanzi. Ne IGD una di esse \u00e8 dedicata agli Uomini, una agli Elfi e due ai Nani. Le due riguardanti i Nani sono collegate, tant\u2019\u00e8 che la seconda viene ingenerata dalla prima: \u00e8 una <em>biforcazione narrativa<\/em>, come amo chiamarla. Quest\u2019ultima sottotrama \u00e8 il fronte d\u2019azione da cui ho deciso di cominciare la <em>revisione integrale<\/em>.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">I protagonisti sono 4 Nani, tre soldati (appartenenti alla Ronda, che \u00e8 la guardia che pattuglia e rende sicure le caverne che la Nazione nanica popola) e una storica (una Annalista). I Nani sono rinchiusi da secoli tra le proprie montagne. Non conoscono pi\u00f9 il mondo esterno, se non attraverso testi storici. Si sono isolati e non sanno pi\u00f9 nemmeno il perch\u00e9. Cos\u2019\u00e8 successo? E cosa c\u2019\u00e8 l\u00ec fuori? \u00c8 quanto la piccola spedizione si ripromette di scoprire per poi tornare con la risposta e aiutare la Nazione (che nell\u2019altro fronte d\u2019azione \u00e8 alle prese con una minaccia epocale).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Il seguente paragrafo descrive il momento in cui i quattro sbucano dalla caverne dei Monti Metallo e si affacciano sul mondo esterno.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000; font-size: 150%;\"><strong>\u201c<\/strong><\/span> <span style=\"color: #006699;\">I Nani uscirono dalla galleria come mostruose creature vomitate dal sottosuolo. Le lame delle loro armi luccicarono minacciose alla luce di un sole che avevano visto rare volte in vita loro. Subito i quattro si disposero a ventaglio, piantando gli stivali sul suolo roccioso, spalle alla parete del monte, che saliva ancora per centinaia di metri fino a nevi perenni. I volti coperti dalle maschere, fissarono ognuno nella propria direzione, pronti a morire combattendo.<\/span> <span style=\"color: #000; font-size: 150%;\"><strong>\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify indent\">Per una prima stesura questo paragrafo \u00e8 un miracolo (avr\u00f2 modo di mostrarvi esempi assai meno brillanti). L\u2019unico cambio effettuato al testo originale \u00e8 il seguente: ho trasformato \u201c<em>alla luce di un sole che non avevano mai visto<\/em>\u201d in \u201c<em>alla luce di un sole che avevano visto rare volte in vita loro<\/em>\u201d. Certo, la vecchia frase era pi\u00f9 d\u2019effetto e, soprattutto, aveva pi\u00f9 ritmo. Tuttavia la mia nota recita testualmente: \u201cSbagliato. Non perder\u00e0 di fascino, Andrea, tranquillo\u2026\u201d Uno scrittore si preoccupa per ogni minimo cambio.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Alle spalle del cambio c\u2019\u00e8 un problema di coerenza interna \u2013 che \u00e8 <em>La <\/em>legge a cui ogni scrittore deve sottostare, a maggior ragione se scrive fantastico (ma sempre). Il problema mi porta a parlarvi dell\u2019ambientazione de IGD e di <em>world building<\/em> (ideazione di un mondo).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Th\u00e8rmak (la Nazione nanica) possiede alcune valli interne, impossibili da raggiungere se non attraverso la Nazione stessa. Soltanto una ristretta minoranza ci vive, coltivando ci\u00f2 che pu\u00f2 coltivare e soprattutto badando alle proprie preziosissime mandrie. Tutti gli altri Nani le visitano <em>rare volte in vita loro<\/em>. Da qui l\u2019errore nel testo originale e il cambio: i quattro protagonisti hanno gi\u00e0 visto il sole, anche se pochissime volte.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Quest\u2019aspetto dell\u2019ambientazione \u00e8 emerso in modo piuttosto timido durante la prima stesura. Il me scrittore d\u2019allora si rese conto che in qualche modo doveva <em>giustificare<\/em> che i Nani sono sopravvissuti per secoli rinchiusi nelle loro caverne: se un popolo non mangia, si estingue. E cosa mangia, se vive all\u2019interno di un complesso di caverne? Ma le valli interne sono soltanto una boutade nel testo che ho riletto, quando invece devono essere ideate <em>bene<\/em> e date come informazione <em>chiara<\/em> al lettore.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Uno degli obiettivi di questa revisione \u00e8 applicare i cambi necessari al testo di modo che l\u2019impianto sia <em>solido<\/em>. E questo punto costituiva un anello debole del contesto della Nazione nanica.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Tutto qui? No. Finora vi ho parlato soltanto dell\u2019aspetto pi\u00f9 evidente della questione. Come spesso accade, gli elementi di un romanzo sono soggetti a una specie di <em>Batterfly Effect<\/em>: si condizionano a vicenda e sono tutti interconnessi. Vediamo come in questo caso.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Un altro aspetto importante \u00e8 racchiuso nella proposizione \u201c<em>I volti coperti dalle maschere<\/em>\u201d. I Nani vivono in una fitta penombra o nell\u2019oscurit\u00e0. Vedono al buio (e scorgono il calore che i corpi degli esseri viventi emanano). \u00c8 normale, cos\u00ec come \u00e8 normale conseguenza che non possano sopportare la luce del sole, cos\u00ec, da un giorno all\u2019altro. Per sopportarla usano delle maschere, che sono le stesse di cui vengono dotati quando visitano le valli interne.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Le valli interne non soltanto mi permettono di far sopravvivere i Nani nell\u2019isolamento per secoli, bens\u00ec anche di caratterizzarli e di rendere pi\u00f9 interessante la loro uscita. Giustifico con due brevi proposizioni il loro sostentamento, ribadisco che vedono al buio e che devono proteggersi dalla luce del sole diretta. Allo stesso tempo trasmetto quanto il \u201cmondo esterno\u201d gli sia alieno. E quanto loro lo siano per il mondo esterno (\u201c<em>come mostruose creature vomitate dal sottosuolo<\/em>\u201d).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Eppure \u00e8 soltanto un paragrafo, vero?<\/p>\n<p class=\"justify indent\">E ci sono ulteriori cose da dire.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u201c<em>piantando gli stivali sul suolo roccioso<\/em>\u201d \u00bb Il verbo \u201cpiantare\u201d \u00e8 voluto. Comunica la loro fermezza sin dai primi passi. E tale fermezza sar\u00e0 l\u2019atteggiamento con cui affronteranno tutte le future difficolt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Sempre dell\u2019atteggiamento parla \u201c<em>pronti a morire combattendo<\/em>\u201d: sono impavidi e fermi nel loro proposito.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">O ancora, \u201c<em>Subito i quattro si disposero a ventaglio<\/em>\u201d e \u201c<em>fissarono ognuno nella propria direzione<\/em>\u201d comunicano entrambe che sono un gruppetto che agisce di comune accordo, all\u2019unisono. Sono organizzati e sanno come difendersi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"justify\">Qual \u00e8 il messaggio? Che <em>nulla<\/em> in un romanzo \u00e8 scritto a caso. Non importa quanto lungo sia il testo, lo sforzo di <em>sintesi<\/em> e <em>precisione<\/em> applicato a un singolo paragrafo va applicato a tutto il resto. Solo cos\u00ec posso sperare di scrivere qualcosa che alla fine mi soddisfi e sia \u201cbuono\u201d. E solo cos\u00ec non mi pesa chiedere soldi a qualcuno per leggere le mie fantasie.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Paragrafo dopo paragrafo fino alla meta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa settimana \u00e8 tutto.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Spero l\u2019idea di analizzare il lavoro che sto facendo sui miei testi vi piaccia. Ancora una volta e a maggior ragione, qualsiasi vostra domanda sar\u00e0 benvenuta e spunto di ulteriore riflessione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono sempre stato affascinato dalla scrittura in quanto processo di introspezione e crescita personale. \u00c8 un\u2019attivit\u00e0 cos\u00ec totalizzante che diventa spesso una filosofia di vita per lo scrittore. 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