{"id":2197,"date":"2019-07-29T07:00:28","date_gmt":"2019-07-29T06:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/s3nzanom3.com\/?p=2197"},"modified":"2026-05-25T17:14:42","modified_gmt":"2026-05-25T15:14:42","slug":"linizio-della-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/linizio-della-fine\/","title":{"rendered":"L&#8217;inizio della fine"},"content":{"rendered":"<p class=\"justify drop-cap\"><span style=\"font-size: 28px;\"><strong>L&#8217;<\/strong><\/span>idea se ne sta l\u00ec e ci fissa. <em>Cosa vuoi fare di me?<\/em> ci chiede e l\u2019unica cosa che sappiamo al momento \u00e8 che l\u2019abbiamo scelta e vogliamo usarla per scrivere il nostro prossimo romanzo. Continua a fissarci curiosa. <em>Cosa facciamo? Giochiamo?<\/em><\/p>\n<p class=\"justify indent\">La risposta pu\u00f2 essere cercata in due modi: cominciando a scrivere, senza direzione e senz\u2019alcuna meta in mente per il gusto della scoperta, <em>oppure<\/em> iniziando a parlarle\u2026 Come? Be\u2019, tanto per cominciare rispondendo alla domanda che ci sta ponendo. <em>Scriver\u00f2 un romanzo ambientato nell\u2019Italia degli anni \u201980<\/em>, ad esempio.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Lo sapete, posso parlarvi soltanto di ci\u00f2 che faccio io. Non credo il mio metodo sia migliore di altri. \u00c8 il migliore per me e secondo me. Nel contempo amo la ricchezza data dalle molteplici prospettive che ingenerano ancor pi\u00f9 approcci a una questione: c\u2019\u00e8 sempre da imparare dagli altri, anche sia solo perfezionare il proprio metodo grazie alla riflessione di quacun altro. \u00c8 per questo che sono un drogato di interviste a scrittori e per la stessa innata curiosit\u00e0 continuo a leggere articoli su tematiche che conosco molto bene.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: right\">C\u2019\u00e8 sempre da imparare. Siate sempre aperti, specie quando pensate di sapere tutto di una cosa.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify indent\">\u00c8 bello \u2013 e a volte orrendo \u2013 scoprire come la nostra specie vede l\u2019altro, il mondo\u2026 l\u2019universo e quali soluzioni crea. Quindi vi parlo di quello che faccio io quando l\u2019idea scelta mi fissa e mi chiede: \u00abOra che si fa?\u00bb Ha sempre quell\u2019espressione tra il divertito e il preoccupato; e molta speranza nel tono di voce.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">E ora? Che si fa? Vi parlo di quello che faccio io nell\u2019immediato. Comincio a scrivere un <em>riassunto<\/em> e nella fase successiva lo organizzo in una <em>sinossi<\/em>, quando mi sembra che il cerchio si chiuda e l\u2019idea abbia ingenerato una storia che meriti d\u2019essere raccontata.<\/p>\n<h4 class=\"null\" style=\"text-align: center\">Il riassunto<\/h4>\n<p class=\"justify\">Considero il riassunto una specie di <em>mini<\/em> prima stesura. L\u2019approccio \u00e8 lo stesso: scrivo e mi <em>lascio andare<\/em>. Dove va lo scritto, va. Non ha alcuna importanza all\u2019inizio controllarne la direzione. Anzi, \u00e8 bene <em>non <\/em>controllarla affatto.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Parto dall\u2019idea o, pi\u00f9 spesso, dall\u2019idea e alcune idee che essa ha gi\u00e0 cominciato a ingenerare. Anche cos\u00ec, per\u00f2, i collegamenti sono vaghi, la cronologia non esiste, i personaggi non hanno un volto. Quindi non mi complico la vita e sviluppo l\u2019idea principale e silenzio le altre, al massimo le uso come sottofondo.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">In questa fase scrivo, scrivo e scrivo ancora. Di solito mi basta un giorno per terminare la prima stesura del riassunto, ma non \u00e8 una cosa dovuta, n\u00e9 m\u2019importa di riuscirvi. Se per qualsiasi motivo ci metto dieci giorni, va bene lo stesso.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Cosa metto nel riassunto? La storia. Ovvero parlo dei protagonisti, del punto di partenza, di cos\u2019accade loro durante il dipanarsi della vicenda, dell\u2019epilogo. Strada facendo, mi sorprendo di alcuni colpi di scena (impossibile inserirli tutti durante la stesura del riassunto, ne aggiunger\u00f2 altri pi\u00f9 ragionati, pi\u00f9 maliziosi e giocosi col lettore in una seconda fase). Scopro il volto e la voce dei personaggi che mi accompagneranno nei prossimi mesi, il carattere, le ambizioni, i sogni, i difetti di ciascuno dei presenti\u2026 perch\u00e9 s\u00ec, gi\u00e0 cominciano a manifestarsi e ad aleggiare attorno a me come <em>presenze<\/em>. Tutto in una specie di grande, caotico <em>non detto<\/em>.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">I dettagli nel riassunto sono un disturbo e sarebbe meglio ignorarli del tutto. Gli unici che \u00e8 naturale inserire sono quelli che cambiano la storia, ovvero dettagli che non sono dettagli. Faccio molta attenzione a non confondere mai una cosa <em>fondamentale<\/em>, pur se piccola piccola: a volte i dettagli crescono d\u2019importanza e diventano cardini su cui la storia gira. Devo essere pragmatico, non artistico. I dettagli allungano il brodo e confondono quando si deve <em>creare <\/em>una trama. Un riassunto dev\u2019essere funzionale, non una digressione senza n\u00e9 capo n\u00e9 coda o, peggio, uno scritto che si autocompiace della propria creativit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">L\u2019idea \u00e8 scoprire quali sono i <em>fronti d\u2019azione<\/em>, ovvero le sottotrame, e abozzare la <em>struttura<\/em>. In modo discorsivo descrivo accadimenti, momenti in cui la vicenda rallenta, quando accelera\u2026 Considerate il (mio) riassunto come la spina dorsale dello scheletro che verr\u00e0, che \u00e8 la <em>sinossi<\/em>. \u00c8 il testo che mi permette di pianificare il romanzo, ragionando su ogni singolo aspetto, personaggio, situazione, conseguenza\u2026 Ma non su tutto: sul <em>senso<\/em> no, ad esempio, perch\u00e9 il senso del romanzo si scopre soltanto a fine prima stesura. Il senso \u00e8 qualcosa che non pu\u00f2 emergere da un riassunto, n\u00e9 tanto meno da una sinossi.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: right\">Il senso di un romanzo non lo conosce nemmeno lo scrittore, all\u2019inizio.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify indent\">Alla fine della corsa a perdifiato mi ritrovo con la prima bozza del riassunto. Un testo divertente, ma sconclusionato, zeppo di lacune e qua e l\u00e0 punteggiato da cose ingiustificate.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">A questo punto passo alla revisione del riassunto. S\u00ec, avete letto bene. L\u2019obiettivo finale \u2013 che \u00e8 la versione definitiva del riassunto \u2013 \u00e8 avere ben chiaro che romanzo sar\u00e0: struttura, protagonisti, trame e sottotrame, il ritmo della storia nel suo complesso, l\u2019ambientazione, i colpi di scena, eccetera.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Il mio primo editore, Gianfranco Viviani, mi disse: \u00abSe un autore non sa riassumere il proprio romanzo, significa che non sa scrivere\u00bb. Col senno di poi mi sembra un po\u2019 azzardato, ma c\u2019\u00e8 <em>molta<\/em> verit\u00e0 in quello che diceva. Se non sono capace di riassumere in modo cristallino e interessante \/ divertente la mia storia, sapr\u00f2 farlo con un intero romanzo?<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Non fraintendete quanto ho scritto sinora, dunque. La versione finale del riassunto dev\u2019essere scritta <em>bene<\/em>. Non \u00e8 un semplice esercizio di scrittura sregolata: quel testo mi servir\u00e0 in svariate situazioni e curarlo, mentre lo rivedo, mi permette di <em>chiarire <\/em>l\u2019idea iniziale, metterla a fuoco, mi evita equivoci, scandisce e semplifica il lavoro che ancora m\u2019aspetta. Non ultimo, forse avr\u00f2 bisogno di riutilizzarlo per produrre testi altri, come la <em>descrizione<\/em> del romanzo una volta che lo pubblicher\u00f2 online, una presentazione per gli editori che contatter\u00f2 (gi\u00e0 sapete che questo non lo faccio pi\u00f9, sono <em>indie<\/em>).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Insomma, dopo la fase iniziale comandata dall\u2019estro e dalla libert\u00e0 sfrenata, devo far ordine, riflettere, trovare le soluzioni adeguate, aggiungere quanto manca, tagliare quanto \u00e8 sciocco o sconveniente, cambiare l\u2019ordine dei fattori e via discorrendo. Di lavoro da fare ce n\u2019\u00e8 molto, ma in realt\u00e0 produrre il riassunto non dovrebbe durare settimane o mesi. Di solito mi concedo una settimana, non di pi\u00f9 \u2013 come limite che posso oltrepassare se necessario, ma <em>devo<\/em> darmi una regolata per evitare il rischio di dilungarmi, cui sono felicemente incline.<\/p>\n<h4 class=\"null\" style=\"text-align: center\">Vantaggi e svantaggi<\/h4>\n<p class=\"justify\">Il principale vantaggio di scrivere il riassunto \u00e8 semplice: dar forma precisa a un\u2019idea informe. Renderla reale e in un certo senso <em>sentirla<\/em>. Non posso garantire che a voi faccia lo stesso effetto benefico che fa a me; siamo tutti diversi.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: right\">A me il riassunto chiarisce se davvero l\u2019idea vale la pena di essere trasformata in un romanzo.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify indent\">Dal momento che so <em>quanto<\/em> costa scriverne uno, in termini di tempo e di impegno, non mi piace l\u2019idea di prendermi in giro: sarebbe uno scherzo costoso, che porterebbe acqua al mulino delle frustrazioni e della disistima. Uno scrittore \u00e8 sempre piuttosto <em>sensibile<\/em> ai prorpi risultati, siano essi dati in pasto ai lettori o meno. L\u2019esperienza aiuta soltanto in parte a sentirsi pi\u00f9 sicuri. Cambia il livello a cui si valutano le cose, ma non pu\u00f2 cambiare il fatto assodato che un testo pu\u00f2 essere <em>sempre<\/em> migliore. Bisogna fare attenzione a come s\u2019impiega il tempo, anche perch\u00e9 non \u00e8 il caso di sperperarlo, dato che \u00e8 limitato \u2013 da qui non si esce vivi, come diceva Mark Twain.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Di conseguenza il riassunto \u00e8 anche lo strumento migliore per valutare pi\u00f9 di un\u2019idea, nel caso in cui non so bene quale sviluppare perch\u00e9 ne ho <em>alcune <\/em>in mente che mi sussurrano \u201c<em>scegli meee\u2026<\/em>\u201d (inquetante).<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Altro grande vantaggio \u00e8 quello di poter <em>calibrare<\/em> la storia. Dimenticate la questione del \u201ccastrare la creativit\u00e0\u201d, perch\u00e9 \u00e8 un problema inesistente. Chiunque sappia attingere alla propria creativit\u00e0 non avr\u00e0 alcun problema a contraddire riassunto e sinossi mentre scrive la prima stesura. A me succede di continuo: non importa quanto pianifichi, mentre scrivo e anche mentre rivedo la prima stesura accade <em>sempre<\/em> che mi sovvenga qualcosa di meglio in qualche punto; o una qualche aggiunta che farebbe un figurone; o ancora che qualcosa del pianificato <em>non funzioni <\/em> messo nero su bianco. \u00c8 normale, inutile sorprendersi o abbattersi nel morale: non \u00e8 null\u2019altro che un po\u2019 di lavoro in pi\u00f9. A volte <em>un bel po\u2019<\/em> di lavoro in pi\u00f9, ma non fa nulla, si sopravvive.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: right\">Niente di ci\u00f2 che scriviamo \u00e8 immutabile e categorico fino a quando non va in stampa.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify indent\">Aggiungo: nel 2019 nemmeno quello, dato che se si pubblica come autori indipendenti si ha sempre la possibilit\u00e0 di aggiornare la versione dell\u2019ebook pubblicato nei vari <em>store<\/em> online. E gli autori lo fanno. Pubblicano un libro, ricevono opinioni e segnalazioni di refusi o problemi di coerenza interna, e dopo un po\u2019 li raccolgono tutti e spediscono la nuova versione agli store.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"justify\"><em>Gli svantaggi?<\/em> Essenzialmente lo svantaggio principale che vedo \u00e8 la perdita della scoperta, di <em>parte<\/em> di quell\u2019emozione che diverte gli scrittori che non pianificano. Soltanto parte, perch\u00e9 resta il fatto che la prima stesura del romanzo si basa su pochi punti fissi e tutto il resto \u00e8 da scoprire. I colpi di scena, be\u2019, quelli nella maggior parte dei casi me li brucio durante il riassunto. Al lettore arriveranno duri e puri, perch\u00e9 saranno ben studiati e scritti.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: right\">Un romanzo \u00e8 il frutto di mille riflessioni, non \u00e8 mai un monologo spontaneo. C\u2019\u00e8 tempo e modo di fare le cose per bene.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"justify indent\">Una verit\u00e0 che vale per chi pianifica e per chi non pianifica.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di negativo secondo me \u00e8 tutto qui. Capisco chiunque mi dica che perdere parte dell\u2019avventura vissuta \u201calla cieca\u201d non \u00e8 accettabile. C\u2019\u00e8 chi senza quello stimolo non riesce a scrivere. Quando io scrivo so gi\u00e0 in che direzione mi sto muovendo e cosa succede pi\u00f9 avanti, <em>grossomodo<\/em>. Ma sono cresciuto scrivendo cos\u00ec e non ho alcun problema a <em>vivere<\/em> la prima stesura come un\u2019avventura.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Se vi sembra un prezzo troppo alto da pagare, dovrei farvi l\u2019elenco dei prezzi che si pagano se non si pianifica. Eppure non ci penso nemmeno, perch\u00e9 ognuno ha il proprio sentire e la scrittura \u00e8 una cosa personale. \u00c8 una cosa <em>intima<\/em>. E va lasciata in mano allo scrittore.<\/p>\n<p class=\"justify\">Il riassunto, quale che sia l\u2019idea che alla fine decidiamo di sviluppare, \u00e8 anche l\u2019inizio della fine: non ci sar\u00e0 pi\u00f9 modo di tornare indietro. L\u2019idea che si sceglie ci accompagner\u00e0 per il resto della nostra vita. Non c\u2019\u00e8 ancora un solo personaggio di cui ho scritto di cui non ricordi chi sia, quasi che fosse una persona in carne ed ossa. Scelta l\u2019idea, non vi resta che arrivare alla meta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea se ne sta l\u00ec e ci fissa. 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