{"id":2132,"date":"2019-07-05T11:27:56","date_gmt":"2019-07-05T10:27:56","guid":{"rendered":"http:\/\/s3nzanom3.com\/?p=2132"},"modified":"2026-05-25T17:13:45","modified_gmt":"2026-05-25T15:13:45","slug":"run-fast-stand-still","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/run-fast-stand-still\/","title":{"rendered":"Run Fast, Stand Still"},"content":{"rendered":"<p class=\"justify drop-cap\"><span style=\"font-size: 28px;\"><strong>R<\/strong><\/span>ay Bradbury una volta diede una definizione dell\u2019approccio corretto alla scrittura secondo lui: \u201c<em>Run fast, stand still. This, the lesson from lizards. For all writers<\/em>\u201d. (<em>Corri veloce, resta immobile. Questa la lezione delle lucertole per tutti gli scrittori.<\/em>) Il grande scrittore statunitense parlava di come scrivere e del fatto che con maggior rapidit\u00e0 si scrive la prima stesura, pi\u00f9 vera e onesta sar\u00e0. E che dopo aver corso liberi \u00e8 bene immobilizzarsi e riflettere\u2026 prima di ripartire correndo.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Aggiungo all\u2019illuminante riflessione di Bradbury un ulteriore significato: la narrazione stessa dovrebbe avere un\u2019andatura da lucertola. La maggior parte del tempo si racconta a un buon ritmo, con una prosa rapida che scorrazza il lettore dappertutto, cambiando direzione sempre <em>prima<\/em> che quello possa reagire e volerne un\u2019altra. Se il lettore desidera qualcosa che non gli diamo, l\u2019abbiamo perso. Direi che lo scopo ultimo dello scrittore \u00e8 riuscire a raccontare al lettore l\u2019intera storia, epilogo incluso.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">In scrittura quando si \u201ccorre\u201d \u00e8 importante essere <em>precisi<\/em>: un passo falso e il ritmo \u00e8 spezzato. Le frasi devono essere dei nuclei perfetti e il loro fluire a valle ininterrotto e ordinato. Pi\u00f9 si rallenta, invece, pi\u00f9 \u00e8 necessario dire <em>qualcosa<\/em> al lettore e dev\u2019essere pertinente, deve c\u2019entrare con la storia raccontata e in qualche modo <em>arricchirla<\/em>. A volte si leggono digressioni fini a se stesse nel bel mezzo di un romanzo: \u00e8 il modo perfetto per annoiare. \u00c8 complicato rallentare e non annoiare il lettore, cio\u00e8, ci vuole\u2026 sensibilit\u00e0 e mestiere \u2013 metto le prime due cose importanti che mi sovvengono, ma c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9 in scrittura, sempre; \u00e8 soltanto una questione di sintesi per amor di chiarezza. Il mio consiglio \u00e8 di andarci piano con la digressione e limitarsi a quelle imprescindibili. \u00c8 importante mantenere il ritmo alto, specie quando si \u00e8 meno navigati \u2013 ed \u00e8 gi\u00e0 un compito arduo, ve l\u2019assicuro (anche per chi \u00e8 navigato). Ci sono romanzi in libreria che il ritmo pensano sia un\u2019esclusiva della musica. Illeggibili. Si pu\u00f2 soprassedere su certi svarioni grammaticali (anche se \u00e8 piuttosto significativo che arrivino fino alla stampa), se la storia ha un buon ritmo e scorre. Non si pu\u00f2 dire il contrario: datemi un testo impeccabile, ma privo di ritmo e lo cestino alla seconda pagina.<\/p>\n<p class=\"justify indent\"><em>Corri veloce, resta immobile<\/em> dunque \u00e8 una legge che si pu\u00f2 applicare in molti aspetti della scrittura, incluse le idee: quando ve ne viene una, <em>affrettatevi<\/em> (perlomeno ad annotarla).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"justify\">Raccontare \u00e8 un\u2019arte e come tale guadagna <em>in espressivit\u00e0<\/em> col tempo all\u2019affinarsi della tecnica dell\u2019artista. Ovvero, cambiando la prospettiva, la tecnica non risolve il problema di <em>cosa<\/em> sviluppare e in che direzione, solo di <em>come<\/em> lo si fa.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">\u00c8 indubbio che le idee non siano tutte uguali, pur senza considerarne il \u201ccontenuto\u201d. Hanno un <em>potenziale<\/em> ed \u00e8 compito dello scrittore misurarlo prima di svilupparle. Non so quante volte ho sentito dire: \u00abAvevo una buonissima idea, ma poi, <em>scrivendo<\/em>, mi sono reso conto che non era questo granch\u00e9 e l\u2019ho abbandonata\u00bb. Cos\u00ec, come un cane sul ciglio della strada: abbandonata. Poverina.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Che senso ha?<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Non abbandonate le idee, usatele per quello che sono. Ve ne sono di grandi e di piccoline, ma tutte hanno la loro dignit\u00e0 e la loro <em>giusta<\/em> collocazione. Non tutte vanno bene per scrivere un\u2019intera storia attorno a loro. Molte esistono per arricchire e rinvigorire un\u2019idea maggiore.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Assecondare l\u2019estro \u00e8 buona cosa, ma non perch\u00e9 \u201cartista\u201d lo scrittore pu\u00f2 permettersi il lusso di correre a destra e a manca come se il suo tempo fosse infinito. Gli scrittori non sono forsennati passionali che vivono di ci\u00f2 che trasmette loro la pancia (Hemingway, ad esempio,\u00a0era un passionale ed \u00e8 risaputo: ha vissuto senza frenarsi. Eppure, quando scriveva: \u201c<em>Di &#8216;Addio alle armi&#8217; ho riscritto la fine, l\u2019ultima pagina intendo, <\/em>trentanove<em> volte, prima di trovare una soluzione che mi soddisfacesse.<\/em>\u201d \u2013 da un&#8217;intervista rilasciata alla\u00a0<em>Paris Review<\/em>). Gli scrittori usano la testa, sforzandosi di non interferire col flusso creativo che sgorga dal loro interiore. Nonostante il rischio, <em>riflettono<\/em>, perch\u00e9 il lavoro da fare \u00e8 molto e dispendioso. Non c\u2019\u00e8 tempo da perdere\u2026 e le soluzioni sono spesso complicate.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ad esempio,\u00a0non si prende la prima buona idea che ci sovviene\u00a0e si comincia a scrivere un romanzo. Nemmeno qualcosa di meno dispendioso in termini di tempo come un racconto. La prima che passa pu\u00f2 essere quella buona, ma \u00e8 importante verificarlo. Non \u00e8 una mera questione di pragmaticit\u00e0\u00a0e di \u201cnon perdere tempo\u201d. Non solo. \u00c8 bene essere cauti per evitare di frustrarsi, di soffocare l\u2019ipsirazione. Scrivere cos\u00ec \u00e8 avventato, proprio perch\u00e9 le idee non hanno tutte lo stesso potenziale. Quindi si resti immobili e si approfondisca.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Per capire bene <em>cosa<\/em> \u00e8 meglio scrivere il metodo \u00e8 semplice: bisogna sviluppare l\u2019idea, prendendola per mano e facendo un pezzetto di cammino assieme, in modo <em>immaginario<\/em>. Ovvero\u00a0quando ve ne sovviene una, <em>correte<\/em>!<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Quando ho un\u2019idea, ho la tendenza naturale a lasciarla libera di svilupparsi in qualsiasi direzione prenda. Non la castro, la\u2026 <em>osservo<\/em>. L\u2019onda d\u2019urto che segue lo \u201cscoppio\u201d iniziale \u2013 un\u2019idea \u00e8 un minuscolo, impercepibile <em>Big Bang \u2013 <\/em>non raggiunger\u00e0 l\u2019altro lato del pianeta. La forza si esaurir\u00e0 abbastanza presto. Quindi correte con la mente e soltanto quando <em>sentite<\/em> di essere arrivati a un buon punto <em>pi\u00f9 in l\u00e0<\/em> annotate il tutto.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Vi succeder\u00e0 che mentre prendete nota l\u2019idea spinga ancora e vi costringa a un piccolo <em>tour de force<\/em>: annotare e al tempo stesso pensare a nuove note. A me accade spesso\u00a0e a volte \u00e8 complicato star dietro alla propria\u00a0immaginazione. \u00c8 un po\u2019 come essere stenografi nel bel mezzo di un dialogo a tre.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Quando diamo libert\u00e0 d\u2019espressione alle idee e\u00a0le lasciamo essere e divenire almeno un po\u2019, ci rendiamo presto conto di quali abbiano pi\u00f9 potenziale. Una buona idea per un romanzo \u00e8 quella che presenta \u201cramificazioni\u201d, ovvero che ingenera altre idee, creando una specie di <em>catena <\/em>(di idee). L\u2019idea giusta per un romanzo ci fa sentire che abbiamo <em>molto<\/em> da dire. Quella per un racconto che abbiamo <em>qualcosa<\/em> da dire. Quella sbagliata che non sappiamo\u2026 che non capiamo\u2026 be\u2019, forse\u2026 Ecco.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Sentite cosa diceva Ursula K. Le Guin a proposito della scrittura: \u201c<em>L\u2019intero processo d\u2019invecchiamento\u2026 poteva essere organizzato meglio. Tuttavia si imparano alcune cose soltanto facendole una e un\u2019altra volta e diventando vecchi facendole. Una di esse \u00e8 che davvero si necessita <\/em>meno<em>. E non sto parlando di minimalismo, che \u00e8 uno stile [\u2026] che non posso e non voglio usare. Sono prontissima a descrivere molto e infiorettare ed essere emotiva, ma lo si pu\u00f2 fare con brevit\u00e0 e funziona meglio. [\u2026] A volte penso ai pittori anziani, diventano cos\u00ec semplici nei modi. Cos\u00ec piani ed essenziali. \u00c8 perch\u00e9 sanno che non hanno tempo. Si diventa consapevoli di questo quando s\u2019invecchia. Non c\u2019\u00e8 tempo da perdere.<\/em>\u201d<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ancora una volta il <em>tempo<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"justify\">Quest\u2019approccio alle idee \u00e8 allineato al mio modo d\u2019intendere la \u201cscrittura intensiva\u201d \u2013 che, mi ripeto, non \u00e8 soltanto qualcosa che riguarda la revisione.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ottimizzare il tempo significa <em>anche<\/em> non portare avanti idee che poi si rivelano sterili. Anche perch\u00e9 scrivere per davvero, con intenzione, passione e dedizione \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 impegnativa, oltrech\u00e9 edificante e meravigliosa. Nulla \u00e8 gratuito in scrittura, men che meno un buon risultato finale. E tutto parte da una o pi\u00f9 idee adatte a ci\u00f2 che ci preme esplorare, sperando che il viaggio interessi anche al lettore.<\/p>\n<p class=\"justify indent\">Ursula K. Le Guin, di nuovo: \u201c<em>Non ho mai trovato un posto, nel dominio dell\u2019arte, che non si raggiunga camminando. [&#8230;] \u00c8 una terra piuttosto selvaggia. Certo, la solcano strade. I grandi artisti le hanno costruite; i buoni insegnanti e i buoni compagni possono indicarvele. Tuttavia non esiste un viaggio premio. Non si pu\u00f2 fare l\u2019autostop. E se si vuole viaggiare in una nuova direzione, si va da soli. Con un <\/em>machete<em> in mano e il timore di Dio nel cuore.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"justify\">Tante buone corse a tutti voi. :)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Accendere una candela \u00e8 gettare un\u2019ombra :: <span style=\"color: #8c545f;\"><strong><em>Andrea<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ray Bradbury una volta diede una definizione dell\u2019approccio corretto alla scrittura secondo lui: \u201cRun fast, stand still. This, the lesson from lizards. 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