{"id":2119,"date":"2019-06-27T10:57:41","date_gmt":"2019-06-27T09:57:41","guid":{"rendered":"http:\/\/s3nzanom3.com\/?p=2119"},"modified":"2026-05-25T17:13:30","modified_gmt":"2026-05-25T15:13:30","slug":"003-perche-scrivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/003-perche-scrivere\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 scrivere?"},"content":{"rendered":"<p class=\"my_date\"><span class=\"my_date\">27 Giugno 2019<\/span><\/p>\n<p class=\"medium drop-cap\"><span style=\"font-size: 28px;\"><strong>R<\/strong><\/span>icordo ancora quando decisi di diventare uno scrittore. Avevo 14 anni. Comprai da un compagno di scuola <em>Lo Hobbit<\/em> e lo lessi d\u2019un fiato. A fine lettura decisi che J.R.R. Tolkien era l\u2019essere umano pi\u00f9 interessante di cui avessi mai sentito parlare. Volevo essere come lui.<\/p>\n<p class=\"medium\">Pensieri giovani, con un buon bagaglio d\u2019innocenza. In realt\u00e0 non sapevo che in quel periodo avevo semplicemente scoperto una delle mie verit\u00e0, fino ad allora sconosciuta: amo scrivere per raccontare. \u00c8 semplicemente una parte di me, oltrech\u00e9 uno degli aspetti pi\u00f9 affascinanti della nostra specie. Per scoprirlo mi bast\u00f2 la prima, vera lettura della mia vita, perch\u00e9 scelta da me senza alcuna imposizione scolastica. Ricordo ancora il momento in cui, pagato 5.000 lire, il compagno di scuola mi diede il romanzo \u2013 non cos\u00ec <em>chi<\/em> era, ahim\u00e8. Se penso che da quel momento non ho mai smesso di leggere\u2026 Fu un momento storico, che oggi assume tratti simbolici.<\/p>\n<p class=\"medium\">Non esiste scrittore che non sia un lettore forte. Qualsiasi passione giovanile passa per l\u2019ammirazione di chi \u00e8 un <em>maestro<\/em>. Uno scrittore imberbe ama gli autori dei romanzi che ha pi\u00f9 amato e che, garantito, lo influenzeranno per il resto della vita. \u00c8 per questo che inizialmente si \u201cimita\u201d, pi\u00f9 o meno coscientemente. Poi, col tempo, emerge la propria individualit\u00e0 e ci si comincia a distanziare \u2013 se si legge poco, il processo che porta a scoprire l\u2019unicit\u00e0 della propria voce si verifica con assai meno frequenza. Uno dei vantaggi di essere un lettore forte \u00e8 che si ricevono <em>molti<\/em> input diversi, si accresce il proprio registro narrativo, aumentano le soluzioni a propria disposizione e l\u2019elasticit\u00e0 mentale che giova alla comunicazione scritta.<\/p>\n<p class=\"medium\">Pi\u00f9 si legge, meglio si scrive. (E scusate la banalit\u00e0.)<\/p>\n<p class=\"tipo1\"><span class=\"tipo1\">\u00b7 \u2605 \u00b7<\/span><\/p>\n<p class=\"medium\">Stiamo trascorrendo un fine settimana in campagna, qui in Catalogna. Abbiamo affittato una <em>masia<\/em> (ovvero una casa di campagna; quattro famiglie, per un totale di 7 adulti, 5 bambini e 3 cani &#8211; che abbaiano troppo al nulla). Siamo circondati dai campi e da soli suoni naturali. Pi\u00f9 gli abbaii, che dopo cinque minuti di fila mutano da suono naturale a fastidio \u2013 e dopo un\u2019ora (?!) in tormento! Vedere la cagnetta Gala abbaiare al campo di grano a volte per un\u2019ora di seguito m\u2019\u00e8 parsa una metafora perfetta di quanto la paura possa generare mostri l\u00e0 dove non ne esistono. Poverina, tutto quel fiato al nulla! Quando mi sono avvicinato per tranquillizzarla, accarezzandola un po\u2019, quasi m\u2019ha morso per lo spavento. Diciamo che era un po\u2019 tesa. Ecco. Troppo spazio, le \u00e8 sembrato minaccioso.<\/p>\n<p class=\"medium\">Cani a parte, poco fa stavamo parlando con un\u2019amica che di recente ha lasciato l\u2019ufficio. Chi di noi la conosce meglio \u00e8 convinto che debba fare la terapeuta. Noi amici abbiamo tutte le competenze per aiutarla a cominciare e proporsi come tale. Unendoci, in poco tempo lei sarebbe pronta a \u201cvendere\u201d la sua <em>expertise<\/em>, come si dice di questi tempi. S\u00ec?<\/p>\n<p class=\"medium\">No. Non \u00e8 questo, in realt\u00e0. L\u2019idea di fondo \u00e8 un\u2019altra: lasciare <em>per sempre<\/em> l\u2019ufficio e occuparsi di qualcosa che per lei non sarebbe un lavoro, aiutando altre persone nel contempo. S\u00ec? S\u00ec.<\/p>\n<p class=\"medium\">Nella societ\u00e0 odierna l\u2019essere umano ha perso di vista il nocciolo della questione: per stare bene e vivere appieno \u00e8 fondamentale occuparsi di qualcosa che sia <em>allineato<\/em> con la propria essenza. La maggior parte di noi non pu\u00f2 rispettare questa legge, me compreso (ma appartengo alla minoranza che se n\u2019\u00e8 resa conto e <em>sa<\/em> come cambiare sul serio la propria quotidianit\u00e0 per sempre \u2013 chiarito il percorso, bisogna percorrerlo a ogni modo, senn\u00f2 sono solo parole<em>\u2026<\/em>).<\/p>\n<p class=\"medium\">La mia essenza \u00e8 raccontare, cos\u00ec come musicare. Chi mi conosce lo sa. Per carattere e pregi, ho il potenziale per riuscire in entrambe le cose, mentre in quasi tutte le altre sarei un mediocre (con \u201criuscire\u201d intendo <em>fare bene<\/em>, non <em>avere successo<\/em>).<\/p>\n<p class=\"medium\">\u00abL\u2019ansia dipende dalla continua proiezione di se stessi nel futuro. Cos\u00ec come la depressione dipende dal fatto che non si vuole abbandonare qualcosa del passato\u00bb, ci ha detto stamani l\u2019amica di cui vi parlavo pi\u00f9 sopra. Concetto che mi ricorda Yoda, il Maestro Jedi di Guerre Stellari (per chi non lo conoscesse): \u201c<em>This one a long time have I watched. All his life has he looked away\u2026 to the future, to the horizon. Never his mind on where he was.<\/em>\u201d (Questi per lungo tempo ho guardato. Tutta la sua vita ha guardato lontano\u2026 al futuro, all\u2019orizzonte. Mai la sua mente era dove si trovava.) Ritengo sia vero. L\u2019unica via, come sempre, \u00e8 quella del presente, perch\u00e9 vivere nel presente \u00e8 un prerequisito del vivere centrati. E vivere centrati significa non regalare la nostra esistenza a qualcosa che non ci appartiene, a qualcosa che \u00e8 una <em>forzatura<\/em>.<\/p>\n<p class=\"medium\">Il tema \u00e8 attinente alla scrittura. Uno scrittore necessita di pescare nel passato e di sapere dove vuole arrivare in futuro. Tuttavia scriver\u00e0 sempre nel presente, con il corpo, la mente e il cuore concentrati su ci\u00f2 che sta facendo. Il solito trito discorso di raggiungere la cima un passo alla volta. Trito e ritrito, ma vero. Se una cosa \u00e8 corretta, non importa sia vecchia quanto il mondo.<\/p>\n<p class=\"medium\">Ora, la nostra stessa lingua ci istruisce (le parole contengono tutti gli insegnamenti necessari, se ci si fa caso). Di una persona molto concentrata si dice che \u00e8 \u201c<em>immersa<\/em>\u201d. Altra metafora perfetta. Per scrivere si dev\u2019essere un tutt\u2019uno con la propria essenza, che non \u00e8 una cosa soltanto impalpabile e quasi indiscernibile, ma \u00e8 costituita <em>anche<\/em> dalla nostra postura mentre scriviamo ad esempio: non si pu\u00f2 star gobbi per ore e non provare dolore. E se si prova dolore, qualcosa in noi ci dice di smetterla di fare quella cosa. Quando non siamo centrati, cerchiamo d\u2019istinto l\u2019equilibrio (ma \u00e8 meglio esserne consapevoli per un risultato migliore). \u00c8 lo stesso che ci succede in ufficio o in altre situazioni. Sapete, quando non ce la facciamo pi\u00f9 e avremmo bisogno di uscire e cominciare a camminare, vuotarci la mente e respirare? \u00c8 perch\u00e9 ci siamo squilibrati <em>troppo<\/em> e la nostra essenza ci avvisa di rimediare il prima possibile.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Perch\u00e9 scrivere, dunque?<\/h2>\n<p class=\"medium\">A fine lettura de <em>Lo Hobbit<\/em> seppi che quella era la mia strada. E sono riuscito a dimostrarmelo nel tempo, pi\u00f9 che dimostrarlo agli altri. Ora che mi riaffaccio e riprendo il dialogo con voi aspiranti scrittori, mi rendo conto di quanto mi sia mancata quest\u2019attivit\u00e0, di quanto il mio pensiero abbisogni della scrittura per procedere lineare e non a zigzag come un forsennato. La mia essenza ha cercato di avvisarmi in ogni modo, ma fissavo <em>troppe cose<\/em> del passato e mi risultava impossibile reagire da solo. Soltanto quando sono riuscito a convincermi che dovevo riprendere il cammino, che era fondamentale per la mia salute, mentale e di conseguenza fisica\u2026 soltanto allora il risveglio \u00e8 cominciato.<\/p>\n<p class=\"medium\">Ora e pian piano la mia essenza si sta allineando. No, non sono ancora ben centrato e probabilmente mai lo sar\u00f2 (manco fossi Buddha!), ma so che se c\u2019\u00e8 un modo per sentirmi bene, questo \u00e8 scrivendo e, soprattutto, <em>dando<\/em> il meglio di me a chi vuole scrivere.<\/p>\n<p class=\"medium\">Nel mio caso, cio\u00e8, la risposta alla domanda iniziale \u00e8: <em>perch\u00e9 se non scrivo muoio poco a poco, giorno dopo giorno<\/em>. Ovvero, la risposta mi parla di <em>chi<\/em> sono.<\/p>\n<p class=\"medium\">Scrivere \u00e8 la mia, personale maniera di riflettere e meditare. Riassumo, consolido, scarto, ovvero potenzio il processo cerebrale che avviene di notte. E nel contempo mi libero, correndo senza freni e senza controllo. La scrittura ha tutto per mantenerci sani e centrati, ma pretende salute ed equilibrio. \u00c8 un circolo vizioso, cio\u00e8, che si alimenta di se stesso. Ed \u00e8 per questo che la costanza \u00e8 fondamentale.<\/p>\n<p class=\"medium\">Per essere costanti ci vuole <em>abnegazione<\/em>. Chi di voi non conosce il termine, ecco la definizione corretta dal Treccani: \u201c<em>spirito di sacrificio; dedizione ai propri doveri, spesso accompagnata da una consapevole rinunzia ai propri interessi<\/em>\u201d. Direi che pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec non si pu\u00f2. Scrivere \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 che esige molto impegno, ma ricompensa con enormi benefici \u2013 nessuno dei quali \u00e8 il denaro o la fama. Certo, a patto di farlo con un obiettivo chiaro in mente e con regolarit\u00e0. Qualcuno ha detto che l\u2019unica differenza tra chi ha successo e chi non ce l\u2019ha \u00e8 che il primo ha perseverato. Dal mio punto di vista \u00e8 un po\u2019 troppo ottimistico, perch\u00e9 semplicistico, ma il messaggio contiene una <em>grande<\/em> verit\u00e0: senza costanza lasciate stare qualsiasi grande ambizione. Ci\u00f2 detto, avete il pieno diritto di scrivere quando e quanto vi pare: \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 intelligente e sana e non sar\u00f2 certo io a sconsigliarvela. Solo dico le cose come stanno, senza i dolcetti (o i salatini) dei corsi di scrittura creativa.<\/p>\n<p class=\"medium\">In realt\u00e0 c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9 e mi piacerebbe parlarvi di quale sia l\u2019atteggiamento migliore (in scrittura <em>e<\/em> nella vita, secondo me; ma io non sono un santone e vi parler\u00f2 soltanto di scrittura). Frattanto, se non l\u2019avete ancora fatto, rispondete(vi) alla domanda che pongo in questo scritto: <em>perch\u00e9 scrivere?<\/em> Come avrete capito o sapevate gi\u00e0, non posso rispondere per voi. Vi ho parlato della <em>mia <\/em>risposta. \u00c8 importante che vi rispondiate, andando gi\u00f9, gi\u00f9 e sempre pi\u00f9 gi\u00f9, dritti in fondo a voi stessi, per capire <em>cosa<\/em> volete realmente dalla scrittura. Saperlo vi aiuter\u00e0 molto: in primo luogo a non tradirvi, in secondo luogo a migliorare il vostro processo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Accendere una candela \u00e8 gettare un\u2019ombra :: <span style=\"color: #8c545f;\"><strong><em>Andrea<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricordo ancora quando decisi di diventare uno scrittore. Avevo 14 anni. Comprai da un compagno di scuola Lo Hobbit e lo lessi d\u2019un fiato. A fine lettura decisi che J.R.R. 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