{"id":1802,"date":"2019-02-09T06:00:45","date_gmt":"2019-02-09T05:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/s3nzanom3.com\/?p=1802"},"modified":"2026-05-25T17:12:34","modified_gmt":"2026-05-25T15:12:34","slug":"scrittura-creativa-essere-o-non-essere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andangelo.com\/it\/scrittura-creativa-essere-o-non-essere\/","title":{"rendered":"Scrittura creativa: essere o non essere"},"content":{"rendered":"<p class=\"drop-cap justify\">Cos&#8217;\u00e8 la scrittura \u00e8 difficile dirlo. \u00c8 un&#8217;arte con delle regole precise ma elastiche e perci\u00f2 influenzabile dalla personalit\u00e0 dello scrittore. Non c&#8217;\u00e8 spazio per l&#8217;interpretazione, se si tratta di grammatica e sintassi, eppure le regole stesse sono cos\u00ec tante e interconnesse che il loro uso corretto e intreccio pu\u00f2 produrre milioni di risultati diversi. Il risultato di solito lo chiamiamo &#8220;<i>stile<\/i>&#8220;. La scrittura \u00e8 nobile, ovvero si adatta a qualsiasi contesto; i limiti sono sempre e solo quelli dello scrittore. \u00c8 creativa, quando introduce nuovi contesti. \u00c8, insomma, infinitamente potente.<\/p>\n<p class=\"indent justify\">Ci\u00f2 che a me sta a cuore \u00e8 la narrativa, ovvero il contesto narrativo (che contiene altri contesti). \u00c8 una galassia dell&#8217;universo scrittura, un sottoinsieme, ma quanto detto nel paragrafo precedente vale lo stesso. Microcosmo e macrocosmo.<\/p>\n<p class=\"justify\">D&#8217;accordo, ho scritto abbastanza definizioni e ora posso dedicarmi a ci\u00f2 che davvero conta: <i>il racconto<\/i> in senso lato, il suo stretto e amoroso legame col nostro spirito, con il nostro vero io. Il nostro amore per raccontare storie, non importa di quale genere o estensione: storie. Intesa cos\u00ec, ai miei occhi appare gi\u00e0 lampante che si tratti di un gesto tecnico soltanto in parte. Vi \u00e8 molto di pi\u00f9, la parte che fa la differenza, quella che rende ogni scrittore unico e lo apre a una definizione popolare: sono i lettori che decretano quando qualcuno dice cose che meritano d&#8217;essere ascoltate &#8211; per le motivazioni pi\u00f9 svariate. E perch\u00e9 i lettori amino uno scrittore e lo seguano, la sua unicit\u00e0 deve esprimersi in libert\u00e0 e con sapienza al tempo stesso, affinch\u00e9 il suo essere trasudi da ogni frase, ogni parola&#8230; ogni pausa. La tecnica dev&#8217;essere appresa per potersi esprimere, per avere una gamma di scelte espressive ampia e dominarla a tal punto che nell&#8217;atto di scrivere la tecnica stessa non esista. Uno scrittore scrive pensando alla storia, no ai congiuntivi, alle virgole o al &#8220;show, don&#8217;t tell&#8221;, perch\u00e9 la tecnica \u00e8 solo uno strumento. Il <i>focus<\/i> che vorrei dare a questi miei scritti \u00e8 quindi ci\u00f2 che riguarda la relazione tra noi e uno degli istinti pi\u00f9 antichi dell&#8217;uomo, ruotandovi attorno quasi che fosse un&#8217;invisibile perno filosofico, la colonna vertebrale di queste mie riflessioni.<\/p>\n<p class=\"indent justify\">\u00c8 indubbio che per me tutto \u00e8 partito da una storia. Prima venne la storia, poi la consapevolezza che essere uno scrittore era il mio sogno. <i>Essere<\/i>, non diventare. Fu quello che mi proposi di scoprire, scrivendo. In qualche modo ero gi\u00e0 consapevole che scrittori si \u00e8, perch\u00e9 la parte tecnica \u00e8 la minore: ci\u00f2 che chiunque pu\u00f2 apprendere conta soltanto in parte. Altrimenti saremmo tutti scrittori. E non lo siamo, la maggior parte di noi non ci pensa nemmeno. E no, non basta pensarci: una nobile aspirazione che tradisce le vostre vere inclinazioni \u00e8 una dispendiosa illusione, in termini di tempo.<\/p>\n<p>Sto dicendo una cosa precisa: i corsi di scrittura creativa possono soltanto aiutarvi a saper tenere in mano la penna, se mi permettete una metafora, non a trasformarvi in qualcuno che non siete. In questo stesso concetto risiede il mio scetticismo, a meno che &#8220;lo scrittore&#8221; che d\u00e0 il corso non faccia piazza pulita del grosso inganno che di solito si vende: tutti possono <i>diventare<\/i> uno scrittore.<\/p>\n<p class=\"indent justify\">Non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p class=\"indent justify\">Non \u00e8 cos\u00ec se si parla di narrativa. Suppongo non sia cos\u00ec nemmeno per il contesto dei manuali tecnici, ma non lo conosco. Quello che a me appare chiaro \u00e8 il contesto narrativo.<\/p>\n<p>Ho letto scritti inediti di ogni genere, anche se non molti. Ma ne ho letti a suo tempo e nel corso degli anni ho sbirciato e sbircio tuttora in posti come <i>Wattpad<\/i> o leggo <i>blog<\/i> di sconosciuti che raccontano. Sono trent&#8217;anni ormai. Vi faccio due esempi chiari e opposti: ho letto storie scritte da cani, ma brillanti, e racconti brevi tecnicamente ineccepibili capaci di annoiare alla terza riga. Quale delle due tipologie di autori \u00e8 pi\u00f9 vicina a poter dire di s\u00e9 &#8220;sono uno scrittore&#8221;? Nonostante quanto detto pi\u00f9 sopra, non parto mai da preconcetti quando si tratta di una persona che vuole scrivere. In entrambi i casi il candidato all&#8217;Olimpo dei Best Seller potrebbe essere o meno uno scrittore. Il primo potrebbe non esserlo, se non ha la forza di volont\u00e0 di applicarsi sul serio sulla tecnica e, allo stesso tempo, non ha una personalit\u00e0 abbastanza forte da mantenersi impermeabile alle mille sciocchezze che i presunti scrittori ti spacciano per verit\u00e0, rimanendo cos\u00ec centrato nella propria unicit\u00e0. Il secondo potrebbe esserlo e ci\u00f2 che gli manca \u00e8 imparare ad ascoltarsi e a liberarsi da qualsiasi cosa lo stia costringendo a un&#8217;espressivit\u00e0 passiva, piatta&#8230; a risultare cos\u00ec distante. Oppure \u00e8 tutto al contrario.<\/p>\n<p class=\"indent justify\">Uno scrittore \u00e8 qualcuno che nasce dotato della capacit\u00e0 di pescare a piene mani in se stesso, senza ostruzioni interiori di sorta, impavido nello spingersi a fondo in s\u00e9 stesso alla ricerca di come lo stanno trasformando il mondo e la vita, per riemergere e intrigare chi lo &#8220;ascolta&#8221; con una prospettiva unica su quello stesso mondo e quella stessa vita, perch\u00e9 contaminata da ci\u00f2 che ha pescato, e infine affabulare mentre mostra grazie a un uso sapiente e armonico delle parole. Ovvero dev&#8217;essere <i>perlomeno<\/i> introspettivo, originale e preparato. Cose a cui se ne aggiungono sempre altre, non secondarie, ma che a mio avviso non sono pilastri portanti quanto le prime tre.<\/p>\n<p class=\"justify\">Ora mettetevi per un attimo dall&#8217;altra parte: non siete qui in veste di aspiranti o affermati scrittori, ma di semplici lettori senz&#8217;alcuna aspirazione letteraria. Quando prendete in mano un volume all&#8217;interno di una libreria non sapete <i>chi<\/i> avete di fronte, potete soltanto dedurre <i>cosa<\/i> avete in mano: un romanzo del <i>tal <\/i>genere scritto dal <i>tal <\/i>scrittore sconosciuto, per\u00f2 giovane e con un paio di cose interessanti nella biografia circa la sua esperienza, ad esempio. Capite a grandi linee se si tratta di qualcuno che vuole risultare comico o professionale o altro ancora. Ma quella \u00e8 soltanto una posa, non sapete <i>chi<\/i> vi parler\u00e0.<\/p>\n<p class=\"indent justify\">Presentandosi alla cassa, la prima cosa che un lettore forte spera \u00e8 che la storia sia scritta bene (gli \u00e8 sembrato di s\u00ec, ma sa che spilluzzicare qui e l\u00e0 qualche frase non \u00e8 <i>sapere<\/i>), <i>spera<\/i>, perch\u00e9 altrimenti avr\u00e0 speso male il proprio denaro e, soprattutto, soffrir\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 nulla di peggio di un brutto romanzo, specie se siete di quei lettori che s&#8217;impongono di finirlo nonostante gli risulti pesantissimo &#8211; non ho pi\u00f9 tempo per essere magnanimo, io, invecchio. Il motivo per cui si spera, prima di attaccare con una nuova lettura di un autore sconosciuto, \u00e8 perch\u00e9 se ci piacer\u00e0 avremo vissuto il doppio e trovato un nuovo amico: <i>quello <\/i>scrittore, che finalmente non \u00e8 pi\u00f9 un <i>tal <\/i>qualsiasi.<\/p>\n<p class=\"indent justify\">Pensate di potervi fare amico qualcuno grazie a qualche migliaio di parole scritte senza mettere il vostro vero spirito pulsante, la vostra emozione, la passione, il dolore&#8230; i vostri sentimenti per ci\u00f2 che accade tra quelle pagine? Non siete voi, ma siete voi. Meno di cos\u00ec e la vostra storia non vale n\u00e9 il tempo n\u00e9 il vile denaro.<\/p>\n<p class=\"indent justify\">Eccovi servito il primo puntino sulla &#8220;i&#8221;. Parlo di <i>lettore forte<\/i> perch\u00e9 chi legge poco non pu\u00f2 essere uno scrittore (salvo i soliti, <i>rarissimi<\/i> casi di scrittori illuminati: esisteranno, ma se siete qui a leggermi voi gi\u00e0 non lo siete, come non lo sono io). Si \u00e8 <i>prima<\/i> lettori, poi scrittori. Se non si ama chi racconta \u00e8 difficile che si sappia raccontare, specie crescendo: col tempo chi legge con continuit\u00e0 da anni sar\u00e0 fuori dalla portata di chi non lo fa (ci\u00f2 detto, il tempo pu\u00f2 anche aiutare a colmare le proprie lacune, ma ci vuole&#8230; <i>tempo<\/i>, per l&#8217;appunto). Avr\u00e0 in s\u00e9 un bagaglio assai pi\u00f9 ricco, molte pi\u00f9 prospettive in mente quando riflette, maggior empatia e una pi\u00f9 sviluppata intelligenza sociale, un senso pi\u00f9 acuto riguardo alle dinamiche tra personaggi e alle trame di un intreccio; <i>dulcis in fundo<\/i> un cervello allenato alle parole&#8230; In breve, avr\u00e0 assistito a e metabolizzato parecchi corsi di scrittura creativa senz&#8217;averne frequentato uno solo.<\/p>\n<p class=\"indent justify\">Avete quindi una prima domanda a cui potete rispondere con facilit\u00e0: siete lettori forti? Se s\u00ec, ci leggiamo presto, da queste parti, con un secondo brano de &#8220;<em>Tu, la vera storia<\/em>&#8220;, il Primo Corso sulla Scrittura e il Nulla. Se no, spero mi abbiate letto attentamente. Ci sono un sacco di cose meravigliose da fare a questo mondo.<\/p>\n<p class=\"justify\">Scrivere \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 sfaccettata, complessa, che assorbe lo scrittore e non lo lascia mai solo, lo segue come un cane fedele e nel contempo come un&#8217;ombra vagamente minacciosa. \u00c8 un&#8217;attivit\u00e0 solitaria, intensa, di cui dall&#8217;esterno si vede soltanto la punta, quasi che fosse un&#8217;iceberg. Ci\u00f2 che accade sotto la superficie \u00e8 la parte su cui vorrei riflettere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos&#8217;\u00e8 la scrittura \u00e8 difficile dirlo. \u00c8 un&#8217;arte con delle regole precise ma elastiche e perci\u00f2 influenzabile dalla personalit\u00e0 dello scrittore. 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